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Riceviamo e pubblichiamo – Ricordate gli affreschi della tomba di François? Furono esposti al pubblico in una memorabile mostra all’interno del cortile del castello dell’Abbadia di Vulci nel 2004.
Erano stati appena restaurati, e in molti balenò la speranza che quel ritorno a “casa”, a poca distanza dal sepolcro monumentale scoperto nel 1853 dall’archeologo Alessandro François, potesse preludere a una definitiva esposizione al pubblico nei luoghi di origine dei significativi reperti etruschi.
I dipinti erano stati fatti staccare dalle pareti della tomba dai Torlonia, allora proprietari del terreno, e trasportati a Roma, nella loro residenza di Villa Albani.
E’ passato quasi un secolo e mezzo di oblìo prima che i preziosi dipinti fossero restaurati ed esposti a Vulci in quella mostra che ebbe uno strepitoso successo di pubblico.
In seguito ci siamo chiesti più volte quale fosse stata la loro sorte.
Ricordavamo che nel periodo della apertura al pubblico gli affreschi erano custoditi in un ambiente severamente controllato per luce, temperatura e umidità. L’ingresso era permesso a poche persone per volta e per un periodo di tempo limitato, era vietato fare foto.
Sapevamo per certo che erano tornati in possesso della famiglia Torlonia, che ha resistito anche alle ultime offerte di acquisto presentate dal comune di Montalto di Castro, dalla Regione Lazio e dalla Soprintendenza.
Prima del restauro i pannelli con gli affreschi stazionavano, senza alcuna protezione dalla polvere, dalla luce e dagli sbalzi termici, in una sala di Villa Albani, una delle residenze romane dei Torlonia.
Noi ci auguravamo che dopo la fine della mostra i dipinti fossero almeno custoditi in un ambiente più adeguato con le giuste precauzioni per la loro conservazione.
La nostra speranza è stata vana. Siamo venuti recentemente in possesso di alcune foto che documentano lo stato attuale degli affreschi della tomba François.
Come si può vedere dalle foto quasi nulla è cambiato: la sala è la stessa, con i soliti pesanti lampadari sospesi con mezzi di fortuna in perpendicolo sui reperti archeologici. L’unica differenza è un sottile strato di carta velina, peraltro rotto in alcuni punti, che ricopre questa gloriosa pagina di storia etrusca cui non è dato accedere al pubblico, se non per rara concessione da parte dei proprietari.
Associazione Canino Info Onlus



