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– Rapinatori come belve: il racconto di una notte di terrore.
Così il sottotitolo della Vita in diretta di ieri, 3 aprile. Al centro della trasmissione di Rai Uno condotta da Marco Liorni, la certezza delle pene e la sicurezza dei cittadini. Temi tornati alla ribalta dopo le recenti rapine su tutto il territorio nazionale.
Tra gli ospiti della puntata c’era anche Marco Zappa, figlio di Ausonio, l’82enne massacrato durante ua rapina nella sua villa a Bagnaia.
Sono passati sette giorni dalla brutale aggressione. Zappa, come dice il figlio, è ancora grave. “Papà è ancora in rianimazione – racconta con sguardo stanco, rispondendo alla domanda di Liorni -. Le condizioni sono stabili, ma gravissime. Aspettiamo ogni giorno delle notizie. Nel bene e nel male“.
Presenti in puntata esperti sociologi e criminologi, ma anche vittime di altre terribili aggressioni simili a quella che ha coinvolto Ausonio Zappa.
In collegamento da Terracina, la famiglia Masci ripercorre i terrificanti momenti vissuti durante l’incursione dei ladri in casa: padre, madre e figlio sequestrati per ore in casa e picchiati a sangue con il calcio della pistola.
Tutti più o meno parlano di una “morte civile”, di “violazione di uno spazio personale” e di “una vita che si interrompe la notte” con l’incubo che l’episodio possa ripetersi.
Il tema della sicurezza ha occupato gran parte del dibattito. Diverse le soluzioni proposte dagli ospiti: su tutte la certezza della pena e la prevenzione con allarmi, cani e grate. Strumenti però che, per i presenti in studio, non sempre garantiscono la sicurezza. Proprio come è successo ad Ausonio Zappa. “Papà – dice Marco – aveva un allarme collegato alla vigilanza privata. Ma non è servito a molto, perché i rapinatori lo hanno fatto a pezzi”.
Ad accomunare le testimonianze raccolte anche un altro elemento: la violenza spesso gratuita dei rapinatori. E anche qui è chiamato in causa Marco Zappa. “Papà aveva investito tutto nella cultura – dice -. Non aveva nulla, solo qualche onorificenza di poco valore. Non c’era altro da rubare in casa. Ma questo non li ha fermati”.



