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Imu, un rebus quasi insolubile

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Riceviamo e pubblichiamo – Siamo a richiedere al sindaco e alla giunta di programmare l’istituzione di un tavolo di concertazione allo scopo di affrontare le problematiche inerenti la nuova tassa dell’Imu, con la possibilità di invitare tutte le associazioni di categoria, per portare a conoscenza della cittadinanza di come il Comune intende procedere nell’applicare le tariffe previste.Riteniamo urgente e doveroso istituire questo tavolo di concertazione per i seguenti motivi:

– Imu, un rebus quasi insolubile. Un record la nuova Imu l’ha già ottenuto: quello di essere probabilmente l’imposta più complicata e cervellotica della storia, alla faccia della semplificazione fiscale. Intanto per la decisione di pagare l’acconto – calcolo relativamente semplice – prima di sapere l’ammontare totale del balzello, avendo i Comuni e lo Stato la possibilità di modificare l’aliquota entro il 30 novembre i primi e addirittura entro il 10 dicembre il secondo. Poi per la possibilità di suddividere in due o tre rate. Quindi per la difficoltà a calcolare l’ammontare vero e proprio, che renderà l’Imu un’equazione di secondo grado.

– Impossibilità di programmare. L’incertezza sull’ammontare finale dell’imposta non ci rende solo più complicata la vita, ce la rende anche più agra. Famiglie e imprese infatti hanno la necessità di programmare il proprio bilancio – piccolo o grande che sia – anche in funzione delle gabelle. E l’incertezza costringe gli uni e gli altri – o almeno i più previdenti – a fare i propri programmi in funzione delle ipotesi peggiori.

– Agricoltura in ginocchio. Tra i settori economici più colpiti dall’Imu c’è l’agricoltura, che in Italia dà lavoro a tre milioni di persone. Ebbene, Confagricoltura ha calcolato che la tassazione di capannoni, stalle, fienili, depositi, locali spesso fatiscenti e inutilizzati – tutti beni che fanno parte del patrimonio ma spesso non producono reddito – potrebbe portare a un aumento dei costi per le piccole aziende fino al 300 per cento. Il conto da pagare per l’intero settore sarà di 1,5 miliardi di euro. Ma saranno i più piccoli a essere strangolati. Unica agevolazione prevista in extremis, la misura ridotta del moltiplicatore Imu, pari a 110, per i terreni non coltivati e per i terreni agricoli di proprietà di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola.

– E gli artigiani? Altro settore strategico per l’economia italiana colpito duro dall’Imu. Il centro studi di Confartigianato ha calcolato che la tassazione di laboratori e capannoni come fossero ville o appartamenti in centro può costare fino a 5mila euro l’anno per le piccole imprese artigiane, quando il conto dell’Ici era circa tre volte più piccolo. Senza nemmeno poter sperare nell’applicazione delle detrazioni spettanti solo alla prima casa e pertinenze.

– Mercato immobiliare soffocato. È un paradosso economico quello di aumentare, come si progetta di fare, le rendite catastali, e quindi il valore teorico degli immobili, nel momento in cui il varo dell’Imu rischia di far crollare del 20 per cento, come ha calcolato il Censis, il valore reale degli immobili.

– Anziani penalizzati. Uno dei risvolti più odiosi dell’Imu è lo sbianchettamento rispetto alla vecchia Ici delle agevolazioni per gli anziani proprietari che abbiano spostato la residenza in una casa di riposo o per i disabili ricoverati. Eventuali «sconti» potranno essere decisi a loro spese dai Comuni. Un modo per colpire una fascia di popolazione già debole.

Certi che questa amministrazione saprà cogliere la gravità del momento e pertanto prenda seriamente in considerazione la nostra proposta, o comunque che sappia assumersi la responsabilità di informare i cittadini di Sutri in modo corretto e tempestivo per tutti i motivi che abbiamo espresso.

 

FLI CIRCOLO DI SUTRi


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