Riceviamo e pubblichiamo – Nel mio breve intervento nella seduta straordinaria del consiglio comunale di Viterbo sulla questione della sicurezza cittadina, in cui si è approvato un documento proposto e sottoscritto da tutte le parti politiche componenti l’assise comunale, ho inteso sottolineare alcuni aspetti di facile demagogia e momentanea suggestione per il grave fatto accaduto al professor Zappa.
Spesso e volentieri noi politici ed amministratori arriviamo sempre dopo e magari sulla scorta di una forte emozione derivante da fatti gravissimi che scuotono la opinione pubblica ci accorgiamo che esiste il problema della sicurezza, od altro problema, e che dobbiamo fare qualcosa.
Viene spontaneo pensare e chiedersi dove eravamo sino ad ora?
Per cui la mia speranza è che quel documento che abbiamo approvato all’unaminità possa avere una seria applicazione e non resti lettera morta.
Altro problema che sto sollevando da oramai quattro anni è rappresentato dal fatto che per quanto riguarda il controllo del territorio, ci si appella sempre alla necessità di avere la polizia locale più presente ma non ci rende conto che l’organico esistente è scarno e sottoposto a duro lavoro e duri turni, per cui è necessario attivare tutti i percorsi necessari ad attuare quanto disposto dalla legge regionale in materia che prevede perlomeno il doppio delle unità presenti nell’attuale organico.
Bisogna anche chiedere di rimuovere il patto di stabilità che blocca i comuni e non permette loro di fare assunzioni.
Infine ho fatto una proposta, secondo me importante e significativa, al sindaco che può e deve fare subito, ed è quella di far costituire l’amministrazione comunale come parte civile nel processo contro i vili aggressori del professor Zappa, a testimonianza concreta che il Comune di Viterbo non tollererà più situazioni di violenza gratuita e scellerata, quindi da ora in poi ogni ulteriore azione grave, violenta e lesiva della incolumità di cittadini viterbesi di ogni razza, colore, religione e ceto sociale sarà perseguita dal Comune di Viterbo anche in questa maniera.
Il sindaco al termine del suo intervento ha garantito che questa azione giudiziaria verrà attuata con fermezza e convinzione, questo impegno è agli atti del consiglio.
Credo che questo rappresenti un fatto concreto e possa testimoniare tangibilmente la solidarietà del Comune di Viterbo alla vittima di questa insensata e bestiale aggressione.
Sergio Insogna
Consigliere comunale
