|
Lo striscione vicino al Cinema Trieste |
Riceviamo e pubblichiamo – La chiusura del Cinema Trieste è solo la punta dell’iceberg. O per essere ancor più chiari “è la goccia che ha fatto traboccare il vaso”. Oppure potremmo dire che “è il punto di non ritorno” o anche che “quando tiri troppo la corda la spezzi”.
Non sappiamo più come dirlo, la protesta nata dalla chiusura del Cinema Trieste Aperto che ha visto la nascita dell’ominimo coordinamento “Comitato Cinema Trieste Aperto – Spazi alla cultura”, non è una protesta contro la Chiesa o la Curia di Viterbo, ma una presa di posizione netta contro il modo di pensare la Cultura nel capoluogo, come se fosse un passatempo, un lusso per pochi. Allo stesso tempo la nascita del Comitato è un modo per rilanciare il dibattito e proporre nuove idee.
Per questo motivo è stato organizzata la raccolta firme che ha raggiunto già i 1500 aderenti in pochi giorni di sottoscrizione, ed il funerale alla cultura perché a Viterbo non esistono più Cinema, non ci sono Teatri, non esistono spazi aperti tutto l’anno a disposizione di associazioni e realtà che fanno della formazione ai ragazzi il loro punto di forza e, nemmeno a dirlo, i siti archeologici cadono a pezzi.
Il movimento nato spontaneo per reazione dopo la chiusura del Cinema Trieste è pluralista e trasversale e si propone di aprire un utile dibattito per ridare ai cittadini quegli spazi fondamentali per la crescita culturale e sociale di Viterbo.
Il corteo funebre di sabato, che partirà alle ore 17.30 in piazza Adolfo (quartiere Ellera), toccherà dunque le salme della cultura locale (cinema e teatri) chiusi ai cittadini e renderà loro omaggio ripercorrendone la storia, e sarà l’occasione per il Comitato di confrontarsi con la città.
Per approfondire le motivazioni del Comitato è stata organizzata una conferenza stampa aperta ai cittadini. L’appuntamento è venerdì alle ore 11 presso il Biancovolta di Viterbo, in via delle Piagge 23 (traversa di via Cairoli).
Comitato Cinema Trieste Aperto – Spazi alla cultura