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“La libertà, valore di tutti”

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Il corteo parte piazza San Sisto

Il corteo parte piazza San Sisto

La autorità presenti alla cerimonia

La autorità presenti alla cerimonia

Il corteo arriva a via Carletti

Il corteo arriva a via Carletti

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Il corteo a piazza del Sacrario

Il corteo a piazza del Sacrario

Il corteo a piazza del Sacrario

Il presidente della Priovincia Marcello Meroi

Il presidente della Priovincia Marcello Meroi

Il sindaco Giulio Marini e il prefetto Scolamiero

Il sindaco Giulio Marini e il prefetto Scolamiero

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione

Un momento della manifestazione
Un momento della manifestazione

– E’ la festa della Liberazione, il 25 aprile si ricorda la battaglia di molti, il sacrificio di tanti che anche da parti diverse hanno contribuito alla costruzione di un paese libero (fotocronaca).

E’ stata celebrata così a Viterbo questa giornata, iniziata con il corteo che partito da piazza San Sisto ha fatto una sosta in via Carletti, al liceo classico, per deporre una corona alla lapide intestata a Mariano Buratti, medaglia d’oro al valore militare.

Il sindaco di Viterbo Giulio Marini e il presidente della Provincia Marcello Meroi, il consigliere regionale Giuseppe Parroncini, prefetto, questore e autorità militari e civili hanno partecipato all’iniziativa che si è conclusa in Piazza dei Caduti, con la deposizione delle corone alla lapide dedicata ai caduti partigiani del viterbese.

Qui hanno parlato Marini e Meroi, insieme al vice presidente Anpi di Viterbo Giuliano Calisti, che ha ricordato Rosario Bentivegna e l’attentato di via Rasella.

“Proprio lui – dice Calisti – mi ha detto in un’intervista che il vento della guerra sporca tutti gli uomini, ma se non l’avessi fatta, mi ha confidato, mi sarei sentito ancora più sporco.

Oggi è la festa delle resistenze, perché ce ne furono diverse, quella di chi andò in montagna, chi armato, chi ha aiutato i partigiani, curato i feriti o ha nascosto le loro armi”.

Anche con ideologie diverse, tutti si sono battuti per la libertà.

“Da questo dobbiamo ripartire – osserva il sindaco Giulio Marini – in una fase delicata come la nostra, dovremmo ricordare più spesso valori come la liberà, l’onore della patria e la condivisione”.

Evitando di dividersi.

“Non dobbiamo dividerci – sottolinea il presidente Marcello Meroi – evitiamo valutazioni politiche. Tanti italiani, da parti diverse hanno costruito un paese libero. Oggi la carenza di credibilità da parte di tanti politici crea una situazione difficile. Dobbiamo mandare ai giovani un messaggio d’unità. E’ facile criticare le istituzioni, invece occorre ritornare a un clima di partecipazione e interesse.

Cancellata una classe politica, necessariamente se ne deve costruire un’altra”.

 

 

 

 

 

 

 


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