Riceviamo e pubblichiamo – Questa del 2012 è una Pasqua difficile. Le notizie di piccoli imprenditori che si danno fuoco, che si sparano o impiccano, di anziani che si tolgono la vita per i tagli su già miserevoli pensioni ci feriscono.
In questo momento di riflessione, che è la Pasqua, Lega Federalista vuole portare l’attenzione dell’opinione pubblica e della politica sui tanti “poveri Cristi” che ogni giorno si trovano a fronteggiare una crisi economica che fa paura. Nel 2011 circa 12mila imprese italiane hanno tirato giù la saracinesca.
A queste vanno aggiunte oltre 50mila aziende agricole. Un totale che si aggira sui 100mila posti di lavoro. Una parte di questi sono stati persi anche nel Viterbese e nella città capoluogo. Alcuni mesi fa abbiamo espresso la nostra solidarietà ai carrozzieri viterbesi in difficoltà, costretti a licenziare i propri operai. Viterbo vive anche un duro arresto dell’edilizia, legato alla depressione di un territorio che non riesce a trovare strade di sviluppo. Tutto questo è drammatico, soprattutto perché il Viterbese ha carte da giocarsi sul tavolo del progresso economico.
Non ci stancheremo mai di indicare il termalismo come occasione mancata nella crescita della Tuscia. Ci sono comuni vicini a noi, in Toscana, che hanno costruito centinaia di posti di lavoro intorno alle loro acque termali. Non ci stancheremo mai di dire, presto inizieremo a urlarlo, che la chiusura delle ex Terme Inps rappresenta un cancro per la nostra città.
Come gruppo politico abbiamo intenzione di fare del termalismo la nostra prima battaglia. E’ arrivato il momento di agire con determinazione, di puntare il dito contro tutti coloro che si mettono di traverso al sogno di Viterbo città termale.
Poi c’è l’altro sogno tradito: Viterbo città turistica. Alcuni mesi fa in centro ha aperto un negozio di souvenir. Ha già chiuso. Eppure politiche di rilancio del turismo e del termalismo ci darebbe un progresso che permetterebbe il rilancio di tanti altri settori, anche dell’edilizia. Siamo vicini, in questa Pasqua, agli imprenditori invisibili. I piccoli imprenditori, fuori dalla logica padrone-operaio, che sembrano non interessare a nessuno. Né ai media, né alla politica.
Sono invisibili e soli. Chiudono i battenti senza che nessuno dica nulla. E loro stessi non urlano a nessuno il proprio disagio. Lo confinano nei drammi di piccole storie familiari, nel chiuso delle mura domestiche.
Loro che sono gli operai del nostro successo a cui non è stato fornito alcun ammortizzatore sociale. Hanno tanti nemici questi piccoli imprenditori. La banca che non gli concede il prestito, lo Stato che gli impone obblighi, le grandi imprese che non li pagano, i funzionari pubblici che li considerano un numero.
Commercianti, artigiani, piccoli imprenditori del settore manifatturiero, partite Iva dei servizi, agricoltori, edili sono distrutti dalla crisi economica. Sono i precari della nostra società a cui però non è attribuito alcun merito e alcuna riconoscenza. E la politica è lontana, lontanissima. A tutti va l’augurio di Lega Federalista e la promessa che faremo il possibile per cambiare questo stato di cose.
Lega Federalista
