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La torre della Bella Galiana? Un cesso

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L'accesso esterno alla torre della Bella Galiana

L'accesso esterno alla torre della Bella Galiana

L'interno della torre della Bella Galiana

L'interno della torre della Bella Galiana

L'interno della torre della Bella Galiana

Il bagno ricavato nella torre della Bella Galiana

Il bagno ricavato nella torre della Bella Galiana

Luisa Ciambella

Luisa Ciambella (Pd)

– La torre della Bella Galiana? Un cesso. Come quello che si trova al piano terra della struttura a valle Faul dove s’incontrano storia e leggenda dell’eroina viterbese morta attorno al 1138.

Come lo stato in cui versa un monumento che se valorizzato, sarebbe fonte d’attrazione per turisti. Invece è miseramente abbandonato a se stesso (fotocronaca).

La proprietà, stando ai fogli catastali, è del Comune, ma a palazzo dei Priori probabilmente non hanno nemmeno le chiavi, se è vero che negli anni sono stati realizzati all’interno servizi, una cucina, c’è acqua potabile e corrente.

A meno che non sia opera di Galiana. Una scoperta fenomenale. A lei dovremmo l’invenzione dell’energia elettrica e delle maioliche stile anni ’70 che rivestono il bagno. Il che spiegherebbe come mai fosse così bella. Aveva una toilette decisamente all’avanguardia.

Invece la torre, il suo utilizzo, sono caduti nel limbo per decenni. Nessuno ne sa nulla. E se oggi il Comune volesse sfruttarla, avrebbe non pochi problemi.

Come arrivarci? La porta d’ingresso si apre su una proprietà privata in via Sant’Antonio. Terreno seminativo, si legge nelle carte. Acquistato decenni fa. Tutt’intorno, strutture decrepite in disuso. In attesa pare di bonifica. Amianto, anche quello non proprio risalente al dodicesimo secolo, non manca.

L’escursione all’interno con la consigliera comunale Luisa Ciambella (Pd) è un desolante viaggio nello squallore e nel degrado più neri.

Ma la Bella Galliana da lassù non si disperi. In questi anni il suo rifugio non è stato del tutto abbandonato. Presumibilmente oltre ai topi, qualcun altro ci ha vissuto.

Magari avrebbe voluto pure affacciarsi dalla finestra da cui Galiana è stata trafitta e uccisa da una freccia, ma non ha potuto. Quindi ha impiegato diversamente il tempo.

Al piano superiore, sul letto riviste porno e santini. L’effige di una Madonna sulla mensola del camino divenuto testata del letto e vicino la foto di una gentile signorina dagli abiti succinti. Sacro e profano. Non manca nulla.

L’ “ospite” è rimasto a lungo, fino a quando i proprietari del terreno non sono riusciti a mettere tutto sotto chiave, approfittando della sua assenza.

Di fronte a tanto squallore c’è ben poco da dire. “Abbiamo trovato un’indecenza – dice Luisa Ciambella – la torre della Bella Galiana, icona della viterbesità è abbandonata a se stessa, ridotta in poche parole a una vergogna. Ennesimo caso di sciatteria dell’amministrazione comunale, seppure questo caso riguardi pure quelle che si sono succedute per diversi decenni”.

Tuttavia: “La scarsa attenzione al nostro patrimonio culturale è tipica di Marini. Ne è un caso Ferento. Seppure non di propria competenza diretta, è tempo di fare qualcosa. Non è più tollerabile proseguire su questa linea. Viterbo capitale di fallimenti e incompiute, dei treni persi. Servono risposte alla disperata necessità d’occupazione. Il Comune deve fare la sua parte mettendo a sistema le sue ricchezze.

Abbiamo un patrimonio storico ricchissimo, una facoltà di Beni Culturali, tanti studenti capaci, dobbiamo mettere a frutto le nostre potenzialità e farne vero volano turistico e occupazionale per la città dei Papi”.

Per la Bella Galiana basterebbe poco. Copiare.

“E’ sufficiente – spiega Luisa Ciambella – alzare la testa. A una Galiana spagnola è stato intitolato un palazzo ed è stata inserita in un circuito turistico della provincia autonoma di Castilla La Mancha, nel cuore della Spagna.

Ci sono alberghi che portano il suo nome, sono offerti servizi adeguati e da studi effettuati, la regione rispetto ad altre conosce uno sviluppo turistico notevole”.

La proposta della consigliera Ciambella è anche un appello.

“Non lasciamo abbandonata la Bella Galiana – conclude – mi rivolgo a chi può mettere a disposizione conoscenze e professionalità specifiche, l’università, studenti.

Va studiato con il Comune la possibilità d’inserirla in un circuito, ridandole dignità. Abbiamo professionalità e mezzi per poterlo fare”.

Galiana è stata trafitta due volte. All’epoca e oggi, per come la sua memoria è custodita. Per il primo caso non si può fare molto, diversamente dal secondo. Volendo.

Giuseppe Ferlicca


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