Riceviamo e pubblichiamo – La segreteria provinciale della Uil Pensionati di Viterbo, dando seguito a quanto deciso nella precedente riunione, ha approfondito i problemi, a partire dalla questione fiscale, che impediscono al nostro Paese di uscire da una situazione di crisi sempre più preoccupante e dalle incerte prospettive.
Per la Uil pensionati, il più potente ostacolo ad ogni progetto di sviluppo è certamente rappresentato da un peso della tassazione sui lavoratori dipendenti e sui pensionati che ha raggiunto ormai livelli insostenibili.
Sono anni che denunciamo il fatto che l’attuale sistema fiscale “costringe” alla virtù i percettori di redditi fissi e lascia, invece, libertà ad altre categorie. Una riforma che vada nella direzione dell’equità e dell’efficienza è ormai improcrastinabile.
Ad aggravare questa situazione, si aggiungono le addizionali Irpef, l’Imu e i possibili incrementi delle aliquote Iva. Il fardello su salari, stipendi e pensioni è già cresciuto e tenderà ad appesantirsi nei prossimi mesi.
Tutto ciò riduce drasticamente il potere d’acquisto di lavoratori dipendenti e pensionati con ripercussioni sui consumi. E in una società come la nostra, gli effetti sull’occupazione sono drammatici. Non è un caso che le stime per il 2012 prospettano un incremento della disoccupazione e, contestualmente, una riduzione del Pil particolarmente significativi.
Così, lavoro e sviluppo restano solo parole, predicate da un Governo le cui politiche economiche stanno, invece, perpetuando effetti recessivi. E ciò accade mentre i costi della politica continuano ad essere esorbitanti e a drenare risorse che potrebbero essere più utilmente destinate alla collettività.
Bisogna affrontare, poi, altri nodi importanti, a partire dalla soluzione della questione degli “esodati”. Si tratta di oltre trecentomila persone che hanno sottoscritto un patto, affidandosi alle leggi dello Stato, che deve essere onorato garantendo loro una continuità tra salario e pensioni.
La Uil pensionati auspica un fisco sulla casa più equo per lavoratori e pensionati attraverso aliquote ridotte legate al reddito Isee sulla prima casa; maggiori detrazioni per i pensionati senza figli a carico; l’equiparazione delle detrazioni di 50 euro per le famiglie con disabili over 26 anni; l’equiparazione a “prima casa” delle abitazioni di anziani e disabili ricoverati in strutture socio sanitarie.
Le risorse aggiuntive potrebbero venire dall’aumento progressivo delle aliquote a partire dalla seconda casa, ivi comprese le abitazioni affittate a canone libero, lasciando inalterate quelle affittate a canone concordato: un modo per rendere più “conveniente” il canone concordato rispetto al quello libero.
Franco Palumbo
Segretario provinciale Uil pensionati