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“L’euro è stato lasciato solo”

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Guglielmo Epifani

Guglielmo Epifani a Viterbo

L'intervento di Epifani

L'intervento di Epifani

L'intervento di Sposetti

L'intervento di Sposetti

Epifani e Sposetti

Epifani e Sposetti

Epifani e il sindaco Marini

Epifani e il sindaco Marini

Giuseppe Crea, Andrea Egidi, Alessandro Mazzoli in platea

Giuseppe Crea, Andrea Egidi, Alessandro Mazzoli in platea

– Ricominciamo dal lavoro. Quello che non c’è.

Impresa difficile, ma non impossibile. Guglielmo Epifani, presidente dell’associazione Bruno Trentin e Ugo Sposetti (Pd) alla sala Regia di palazzo dei Priori provano a indicare una via d’uscita da una crisi che si sta facendo sentire in maniera pesante anche nella Tuscia.

Non a caso il parlamentare Pd era a Civita Castellana, alla manifestazione della Cgil.

Se oggi l’Europa vive un momento economicamente drammatico, una ragione secondo Epifani c’è. “E’ stata costruita una moneta unica e poi lasciata sola – spiega l’ex sindacalista – di solito a ogni moneta corrisponde uno stato. Perché la moneta serve ai pagamenti, ma rappresenta anche il potere. Come mai gli Stati Uniti hanno un debito mostruoso e nessuno attacca il dollaro? Perché è più facile con l’euro. Non abbiamo una vera banca europea e gli stati hanno idee diverse sulle politiche economiche. La Bce non emette moneta e non può mettere in piedi politiche per difendersi dalle speculazioni”.

Occorre cambiare rotta. “La cancelliera Merkel – osserva Epifani – deve modificare il suo atteggiamento, bisogna rimettere mano alla costruzione delle moneta unica. E come se non bastasse, esistono modalità d’ingresso nell’euro, ma non si sa come uscirne eventualmente. La Grecia è stata umiliata e se la situazione non cambia tocca alla Spagna e poi ci siamo noi”.

Con il lavoro che cola a picco. “Un milione di posti persi – prosegue Epifani – ormai sono quattro anni che siamo in crisi.

In questa situazione si salvano solo le aziende che esportano e le cui produzioni sono di qualità. Della Valle quest’anno ha avuto utili altissimi, perché i suoi prodotti sono di nicchia e rivolti molto al mercato estero”.

Giuseppe Ferlicca


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