![]() B.F.R.Y. del '92 |
![]() D.L.R.L. del '93 |
![]() La marijuana sequestrata |
![]() Il capo della mobile Fabio Zampaglione |
![]() La marijuana sequestrata |
![]() La marijuana sequestrata |
![]() Un momento della conferenza |
![]() Il materiale sequestrato dagli agenti della mobile |
![]() Il materiale sequestrato dagli agenti della mobile |
– Un chilo e mezzo di marijuana per un valore di circa 15mila euro (fotocronaca).
E’ il frutto della vasta operazione antidroga conclusa sabato scorso dagli uomini della sezione narcotici della squadra mobile di Viterbo, coordinati da Fabio Zampaglione, che ha portato all’arresto di due giovanissimi, B.F.R.Y., di 20 anni e D.L.R.L. di 19.
Gli agenti sono partiti da un lungo appostamento sotto uno stabile di un condominio nel quartiere Santa Barbara.
“Durante il pomeriggio – spiega Fabio Zampaglione – gli uomini della mobile che stavano controllando la zona hanno notato due ragazzi avvicinarsi a un palazzo e lasciare dei pacchetti in un giardino. L’operazione è partita immediatamente. Sia per recuperare ciò che era stato abbandonato, sia per mettersi sulle tracce dei due”.
Il ragazzo più grande è stato subito intercettato dagli agenti, per il più piccolo, che stava cercando di far perdere le proprie tracce a bordo di uno scooter, è stato invece necessario un inseguimento.
“Una volta bloccati i due ragazzi – continua Zampaglione – sono state perquisite anche le loro abitazioni. Qui abbiamo trovato altra droga, un bilancino di precisione e il materiale per il confezionamento. In tutto, compresi gli altri pacchetti abbandonati nel giardino, si trattava di più di un chilo e mezzo di marijuana per un valore complessivo di circa 15mila euro”.
I due ragazzi, B.F.R.Y. 20enne di origini sudamericane e D.L.R.L., 19enne italiano con madre sudamericana, sono stati arrestati e portati nel carcere di Mammagialla. Ieri mattina il giudice Gaetano Mautone ha convalidato l’arresto in carcere e aggiornato l’udienza al 23 maggio.
“Il giudice – aggiunge Zampaglione – convalidando l’arresto richiesto dal pm Franco Pacifici ha tenuto conto in particolare della giovanissima età dei due ragazzi e dell’enorme quantitativo di stupefacente. La droga, infatti, superava il chilo e mezzo e se fosse riuscita a entrare nel circuito di spaccio, avrebbe avuto una forte ripercussione su tutto il territorio, in particolare tra i giovanissimi”.
Le indagini della squadra mobile continuano per verificare da dove provenisse la marijuana. “Sempre più spesso – conclude Zampaglione – c’è la tendenza tra i ragazzi a produrre autonomamente la droga coltivando le piantine. Le nostre indagini continueranno per capire da dove venisse questo grande quantitativo di marijuana. Non è escluso che la coltivazione avvenga in serre riscaldate e irrigate che permettono una produzione continua in ogni mese dell’anno”.








