– Avrebbe compiuto 39 anni oggi Tatiana Ceoban.
Il compleanno della donna scomparsa da Gradoli con la figlia nel 2009 cade a un anno esatto dalla requisitoria del pm Renzo Petroselli. Quella con cui l’accusa chiedeva l’ergastolo per il convivente di Tatiana Paolo Esposito e per la sorella Ala Ceoban, processati e condannati per duplice omicidio e occultamento di cadavere.
Della scomparsa di madre e figlia, i giudici li hanno ritenuti responsabili, argomentando la loro sentenza in 108 pagine di motivazioni. Vi si legge che Elena e Tatiana non sono semplicemente sparite, ma sono state uccise. E per quanto il processo sia indiziario, tutti gli elementi accusatori, a detta della Corte d’Assise viterbese, c0nvergono su Paolo e Ala. Cognati in teoria. Amanti in pratica, anche se, fino al loro arresto, avevano cercato di nasconderlo.
Quella requisitoria di Petroselli del 13 aprile 2011, durata quattro ore e chiusasi con la richiesta dei due ergastoli, si era aperta proprio con un pensiero alla giovane donna moldava: “Oggi Tatiana avrebbe compiuto trentotto anni, se fosse stata ancora viva”.
Su quel “se” la difesa di Paolo Esposito e Ala Ceoban ha ancora molto da obiettare. Che Tania sia morta, insieme a Elena, per loro, è ancora da dimostrare. Così come che a ucciderla siano stati il convivente e la sorella, dei quali il pull di avvocati è pronto a sostenere l’innocenza davanti alla Corte d’Assise d’appello di Roma, al processo fissato per il 22 maggio.
E’ comunque il terzo compleanno di Tatiana che la madre Elena Nekifor festeggia senza di lei. Senza sapere che ne sia stato di una delle sue figlie e con l’altra in carcere, condannata per l’omicidio della sorella. Un dramma doppio che si amplifica a ogni anniversario. Della scomparsa o della sentenza.
Stefania Moretti




