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Parrocchia, al centro del paese e nel cuore della gente

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Riceviamo e pubblichiamo – Le lettera pastorale indirizzata da monsignor Romano Rossi al popolo della Diocesi per la Pasqua 2012 esorta la comunità religiosa e civile a vivere intensamente in un tempo di crisi socio- economica e valoriale la forza dello Spirito in una dimensione di chiesa diocesana “dono di grazia” e “segno di speranza”.

Oggi le parole del vescovo assumono un significato particolare perché come dice monsignor Romano: “La Resurrezione di Cristo ha aperto l’accesso alla sfera divina nella sua pienezza e ad un’abbondanza smisurata e incessante di frutti spirituali e materiali”.

Coloro che credono in Dio si sforzino di essere i primi.

La crisi e la frantumazione in cui appare affetta l’Italia e le nostre comunità va affrontata, da cristiani, “ricostruendo un clima di fiducia reciproca, di solidarietà civica, di attaccamento al Bene comune, di priorità del “nostro” sul “mio”, di riconoscimento dell’altro come valore assoluto. In questa di dimensione le parrocchie hanno molte carte da giocare nel recuperare la dimensione di “comunità” di ascolto e di servizio.

Molti sono le fonti di ispirazione ed i significati spirituali sulla Resurrezione che vengono declinati da monsignor Romano Rossi nella sua lettera pastorale.

L’effervescenza ispiratrice dello Spirito nella chiesa diocesana: il cantiere aperto di Pietre vive che testimoniano concretamente amore per la vita, per l’uomo, per le creature e l’ambiente.

I contenuti di questa lettera pastorale, indirizzata alla Chiesa diocesana di Civita Castellana, sviluppa e attualizza la dimensione di un cantiere aperto e di una fonte di sollecitazioni sulla dimensione dell’essere Chiesa composta di pietre vive: in particolare con l’invito rivolto al singolo ed alla come comunità a porsi in atteggiamento di verifica, illuminati dalla Parola di Dio che ferisce e risana, rende saggio anche il semplice, è luce per gli occhi e gioia per il cuore.

L’esperienza della giovane, prossima beata, Cecilia Eusepi di Nepi che viene fatta conoscere ai nostri giovani.

Come non pensare ai Santi, quelli più vicini alla nostra esperienza di vita, in particolare a Cecilia Eusepi, nata a Monte Romano, vissuta e morta a diciotto anni a Nepi nel 1928, dichiarata venerabile il 1 giugno 1987 da papa Giovanni Paolo II, che le comunità parrocchiali stanno scoprendo nel cammino diocesano tracciato da mons. Romano con le Missioni dedicate particolarmente ai giovani, sino alla beatificazione di Nepi il 17 giugno 2012. I giovani avranno modo di scoprire il segreto della Felicità sperimentato in modo eroico da Cecilia nella malattia e nelle difficili prove della vita.

Cecilia nella dimensione pasquale della sua esperienza di sofferenza fisica e di profonda spiritualità , voleva far cadere su tutti, come “una pioggia di gigli”, le grazie di Dio.

Una Pasqua caratterizzata da gesti concreti di solidarietà con chi è in difficoltà.

La solidarietà verso chi è nel bisogno caratterizza e perfeziona il cammino quaresimale e da un significato autentico alla Pasqua. Procurare il “Pane vivo” per chi versa in stato di bisogno rappresenta la migliore risposta: la Caritas diocesana ha proposto ai fedeli di alimentare durante la Quaresima un Fondo di solidarietà per aiutare chi versa in difficoltà materiale o anche morale, senza clamori ma con una fervente e concreta cooperazione disinteressata.

Occorre adoperarsi con fervente vicinanza e amicizia civile con le vecchie e nuove solitudini: italiani e stranieri, cassintegrati e persone in mobilità, giovani e cinquantenni,precari e disoccupati.

La parrocchie si riapproprino delle loro collocazione naturale: al centro del paese e nel cuore della gente.

Per questo, prosegue il Vescovo, dobbiamo sentirci guardati con gli occhi e dall’amore di Dio. Dio vuole redimere l’uomo associandolo alla Resurrezione di Cristo che sconfigge il peccato e la morte, per donare ad ognuno di noi la pienezza di una vita adulta, che vale davvero la pena di vivere, non solo per sé stessi, ma per gli altri e per il Bene comune.

Questo l’augurio pasquale di monsignor Romano Rossi: così “le parrocchie si riapproprino delle loro collocazione naturale: al centro del paese e nel cuore della gente!”

Stefano Stefanini


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