![]() Andrea De Simone |
Riceviamo e pubblichiamo – Il disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro ha iniziato il suo iter in Parlamento. E proprio alla commissione Lavoro del Senato oggi si è svolta un’audizione di Rete Imprese Italia.
Al termine dell’audizione, Confartigianato ha rilasciato all’agenzia di stampa AdnKronos le seguenti dichiarazioni. “Molte forme di contratto che la riforma vuole eliminare oggi garantiscono posti di lavoro che, senza adeguate modifiche in Parlamento, “sarebbero compromessi”.
Il segretario generale di Confartigianato, sottolinea “le difficoltà che si verificherebbero se fosse approvato il disegno di legge in questa versione”.
Poi, sottolinea la nota di Confartigianato entrando nel merito: “E’ facilissimo trasformare la lotta alle false partite Iva in lotta alle partite Iva”, avverte, evidenziando che il rischio concreto “è che ci sia una forte riduzione del lavoro contrattualizzato alimentando il nero” e, ovviamente, “tutto serve a questo Paese tranne che tornare ad alimentare il sommerso”.
Confartigianato vuole mettere in evidenza le norme della riforma che penalizzano la piccola impresa. Nell’artigianato, “ci sono oltre 250mila apprendisti ogni anno e il costo dell’Aspi graverebbe sull’apprendista per l’ 1,31%, poi quando è assunto scenderebbe allo 0,40%: è contraddittorio, così come è contraddittorio imporre per legge una percentuale di stabilizzazione” dei lavoratori a termine.
In particolare, “l’automatismo con cui si prevede che bastino due requisiti su tre indicati per configurare lavoro dipendente mascherato è un rovesciamento della realtà’, con l’onere della prova che spetta all’impresa”. Così come Confartigianato segnala “la sottovalutazione, per mancanza di conoscenza, che riguarda la bilateralità. Ci sono forme di contratto che regolano la sicurezza sul lavoro e gli interventi di sostegno al reddito in caso di sospensione, oltre alla sanità integrativa, e ora una visione dirigistica vuole mettere in capo all’Inps regole e prestazioni uguali per tutti”.
E’ evidentemente “un errore” considerato che oggi per milioni di lavoratori “funziona un sistema regolato su esigenze reali in modo sussidiario tra le parti”.
Andrea De Simone
Confartigianato Viterbo
