![]() |
Riceviamo e pubblichiamo – La data non sarà un dogma, ma se l’assessore o qualche altro amministratore digitassero “San Pellegrino in Fiore “ su qualsiasi motore di ricerca di Internet, vedrebbero che la manifestazione viene pubblicizzata in moltissimi siti di eventi a livello nazionale con la data del 29-30 aprile e primo maggio 2012.
Perché l’Ente autonomo San Pellegrino in Fiore ha il merito in questi anni di aver fatto diventare l’iniziativa un appuntamento fisso a livello nazionale sia come attrattiva turistica sia come manifestazione specializzata nel campo florovivaistico.
Le difficoltà che sono state incontrate negli ultimi anni da parte dell’Ente autonomo San Pellegrino in Fiore sono tutte riconducibili alle ristrettezze delle risorse economiche derivate anche dalle incerte risorse messe in campo dagli enti locali.
Se il criterio della valutazione di merito sull’allestimento valesse anche per il Comune è certo che non lo avrebbe potuto più realizzare visto l’allestimento del 2011 , il più sconcertante, il più distante dall’iniziativa e dalle aspettative, costato il doppio di un San Pellegrino in fiore organizzato negli ultimi anni dall’Ente.
Non si può dire ve lo abbiamo tolto perché lo avete fatto malissimo negli ultimi anni e contemporaneamente riuscire a farlo peggio, non si può dire lo spostiamo perché non c’è la delibera di impegno della Regione Lazio.
L’incertezza era il problema dell’Ente autonomo, perché alla rilevanza e all’ormai consolidata periodicità dell’evento non corrispondeva un altrettanto impegno economico certo e costante da parte degli enti locali, costringendo gli organizzatori ogni anno alla ricerca affannosa della copertura economica.
Ci si aspettava, che al di là del livello estetico estremamente deludente, per lo meno la gestione diretta dell’ente locale avesse potuto dare continuità e stabilità economica all’iniziativa. Invece tutto come prima, anche peggio perché il Comune non può fare quello che fa un’associazione che ha uno stretto legame con il territorio come ha fatto in questi anni l’Ente autonomo, coinvolgendo allestitori che accettano l’incertezza economica e che spesso lo hanno fatto anche a livello di volontariato.
Ho rappresentato per anni una cooperativa sociale che ha curato allestimenti in diverse edizioni e qualche volta anche a titolo gratuito e non siamo stati i soli.
Trovate un modo di pubblicizzare lo slittamento dell’iniziativa. Ci sono gruppi organizzati che vengono a Viterbo per San Pellegrino in fiore 2012 nel ponte del primo maggio perché per tutti, soprattutto per i non viterbesi, San Pellegrino in Fiore ha una data fissa: il ponte del primo maggio .
La delusione per i turisti sarebbe enorme considerando anche l’attuale situazione di degrado del quartiere.
Anna Elisa De Santis
