![]() Augusto Malè e Alvaro Ricci |
![]() Innocenzi e Bizzarri (Pd) con Malè |
– Solo per un giorno, il primo maggio e solo nel cuore del quartiere medioevale, ma San Pellegrino è salvo.
Quest’anno ci sarà e nella data tradizionale per cui la manifestazione è conosciuta non solo a Viterbo.
L’appello del segretario comunale Pd Alvaro Ricci non è rimasto inascoltato. L’ente autonomo ha risposto e si è subito messo al lavoro, raccogliendo già una decina d’adesioni tra vivaisti e fiorai non solo provenienti dalla Tuscia.
Da piazza San Carluccio a piazza San Pellegrino, colori e profumi per un’intera giornata. Un ritorno alle origini. Tutti hanno dato la loro adesione in forma gratuita, l’esposizione di piante e fiori sarà anche per la vendita, seppure l’allestimento sarà curato.
L’importante è esserci. “Lanciando l’appello – spiega Alvaro Ricci (Pd) – la mia preoccupazione è stata di scongiurare la chiusura di San Pellegrino in Fiore, visto che l’assessore Contardo ha fatto presente come i tempi per la gara non ci fossero più”.
Viterbo in fiore è spostato al fine settimana del 19 maggio. “Quella è altra iniziativa – continua Ricci – ma non è pensabile che una manifestazione radicata sul territorio, da sempre ai primi di maggio, si possa spostare di due settimane. Se pensiamo al 3 settembre ci viene in mente il trasporto della Macchina di Santa Rosa, il 4 la fiera. Così è per San Pellegrino in Fiore ai primi di maggio. Invece si è deciso di spostarlo e cambiare pure il nome: Viterbo in Fiore”.
Questione di finanziamenti che hanno tardato ad arrivare dalla Regione.
“Il rilancio di Viterbo passa da qui. I soldi investiti in queste iniziative non sono una spesa, vanno considerati investimento per l’indotto che sono in grado di generare”.
L’amore per San Pellegrino in Fiore da parte del Pd non è sbocciato oggi. “Da sempre – continua Ricci – presentiamo emendamenti al bilancio per accantonare somme da destinare all’iniziativa. Puntualmente la maggioranza li boccia”.
I circoli cittadini del Pd daranno una mano, mentre il presidente dell’ente autonomo Malè magari si augura che oltre alla manovalanza il Pd riesca a raccogliere anche fondi.
“Ma da questo punto di vista – osserva Malè – siamo stati contattati da commercianti e albergatori che si sono resi disponibili a dare il loro piccolo contributo”.
Essendo solo il primo maggio, Alvaro Ricci propone d’aprire ai sindacati, un fiore per il lavoro.
“E per il futuro – conclude Ricci – mi auguro un ripensamento sul modo d’organizzare la manifestazione, tornando a collaborare con l’ente autonomo”.
Giuseppe Ferlicca

