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Sequestro computer, la difesa rinuncia al riesame

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Paolo Gianlorenzo

L'avvocato Giovanni Labate

L'avvocato Giovanni Labate

Viviana Tartaglini

Angela Birindelli

Angela Birindelli

Sequestro computer, Gianlorenzo rinuncia al riesame.

E’ fissata per questa mattina l’udienza per discutere l’istanza di dissequestro avanzata dalla difesa di Paolo Gianlorenzo.

Il giornalista, direttore di una testata locale denominata L’Opinione, è indagato per truffa, falso materiale e tentata estorsione e corruzione, le ultime due ipotesi in concorso con l’assessore regionale Angela Birindelli. Nell’inchiesta è coinvolta anche una collega di Gianlorenzo, Viviana Tartaglini.

I due giornalisti hanno saputo dell’indagine aperta su di loro dalla Procura di Viterbo il 20 marzo scorso, quando ufficiali della polizia giudiziaria hanno bussato prima alla porta di casa di Gianlorenzo, poi alla redazione dell’Opinione, sulla Cassia Nord, a Viterbo.

La perquisizione si è conclusa con il sequestro da casa di Gianlorenzo di due pc portatili, uno fisso e un hard-disk esterno. Sequestrato anche il portatile della Tartaglini, mentre, in redazione, è stato eseguito il backup dei computer, per archiviare i documenti all’interno.

Pochi giorni più tardi, l’avvocato di Gianlorenzo, Giovanni Labate, si era appellato al tribunale della libertà per chiedere il dissequestro di tutte le attrezzature informatiche. L’udienza è in programma per oggi, ma il legale sarebbe intenzionato a rinunciare al ricorso.

“Non abbiamo un interesse specifico a comparire davanti ai giudici del riesame – spiega il difensore -. Confidiamo che, quanto prima, sarà la Procura stessa a dissequestrare i computer, una volta terminati tutti gli accertamenti del caso”.

Intanto le indagini del pm Massimiliano Siddi continuano nel riserbo più assoluto. Dopo la determina da 18mila euro, per una campagna pubblicitaria dell’assessorato della Birindelli sulle pagine dell’Opinione, gli inquirenti avrebbero passato al setaccio anche l’esame scritto sostenuto da Viviana Tartaglini per diventare giornalista professionista.

Dagli elementi attualmente in mano alla Procura, risulterebbe che la Tartaglini fosse in possesso della traccia da svolgere.

Quindi, avrebbe chiesto a un collega di scrivere un articolo di argomento sportivo che, da quanto emerso dalle indagini, la Tartaglini avrebbe poi copiato quasi integralmente in sede d’esame.


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