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“Il dolore è tanto e non passa mai…”

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Elena Nekifor, madre di Ala e Tatiana, sul banco dei testimoni, a un'udienza del processo Gradoli

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Ala Ceoban

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Paolo Esposito

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– Non riesce a smettere di piangere Elena Nekifor.

Oggi è il compleanno della figlia Tatiana Ceoban. E’ il terzo che festeggia senza di lei. Perché in un modo o nell’altro, Tatiana non c’è più.

Che se ne sia andata con la figlia Elena o siano state entrambe uccise, per la signora non fa molta differenza. E’ dal 30 maggio 2009 che non ha loro notizie. E la condanna all’ergastolo dell’altra sua figlia Ala e del convivente di Tania Paolo Esposito per duplice omicidio non gliele ha restituite, ma ha aggiunto dolore al dolore.

Sono venuta in Italia per perdere tutto – dice la signora, singhiozzando e sospirando -. Lo stesso vale per mia nipote, che non può più vedere sua sorella e sua madre. Possibile che Paolo e Ala non abbiano pensato al suo futuro? Io cerco di farmi doppiamente forza, per me e per lei. Ma non è facile… il dolore è tanto e non passa mai”.

La signora Nekifor impasta le lacrime con le parole segnate dal suo accento moldavo. Il suo rimpianto più grande resta quello di non aver convinto la figlia a lasciare Paolo, quando vedeva che la loro storia non andava. “Ci ho provato senza insistere, perché Tania non voleva abbandonare la sua bimba più piccola. Ma ho sbagliato. E ha sbagliato lei a rimanere a Gradoli. Quando ha trovato il dvd con il video del rapporto sessuale tra Paolo e Ala, doveva prendere Elena e andarsene. Ma non voleva lasciare la bambina. E poi Tatiana straniera e Paolo è italiano, ricco, ha parenti tra carabinieri e assistenti sociali. Aveva paura che nessuno le avrebbe creduto”.

Oggi, forse, la signora Nekifor festeggerà come l’anno scorso: comprando per Tania un vaso di fiori che portano il nome di sua nipote.

Per il futuro, col processo d’appello alle porte, chiede solo la verità. Spera in una confessione. Magari della stessa Ala, che non ha mai voluto ricevere le visite della madre in carcere.

Mia nipote deve poter sapere cos’è successo alla madre e alla sorella. Ora ha 9 anni. E’ una bambina intelligente ed è maturata prima dei suoi coetanei, ma non parla con nessuno di questa situazione. Comprende il mio dolore, per questo non fa domande. Ma quando siamo con altri bambini, che hanno la loro mamma, io so che vorrebbe che la sua fosse qui. Poco tempo fa mi ha chiesto se poteva chiamare mamma la signora a cui è stata affidata. Anche da questo si vede che Tania le manca tanto“.

La signora Nekifor non ha perso completamente le speranze di rivedere viva almeno una delle due. “Forse Elena non è morta. Non lo so… Tatiana però sì. Poco prima della scomparsa, mi aveva detto di aver trovato una cosa che avrebbe impedito a Paolo di vedere la figlia e averne l’affidamento”. Forse, per la signora, è stato questo a ucciderle la figlia.

Stefania Moretti


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