![]() Angela Birindelli |
![]() Paolo Gianlorenzo |
![]() Viviana Tartaglini |
– Continua a ritmo serrato l’inchiesta per tentata estorsione sull’assessore regionale Angela Birindelli e su due giornalisti viterbesi.
Nei giorni scorsi, gli investigatori sono tornati a far visita all’assessorato all’Agricoltura guidato dalla Birindelli. Stavolta negli uffici viterbesi di via Mariano Romiti, dove ha sede il settore decentrato Agricoltura della Regione Lazio.
Su delega del pm Massimiliano Siddi, titolare dell’inchiesta, gli agenti della polizia stradale hanno setacciato gli uffici, anche stavolta con un decreto di acquisizione atti. Non un sequestro vero e proprio, ma un ordine di esibizione che consentirà alla Procura di Viterbo di visionare i nuovi documenti, che si aggiungono a quelli già acquisiti durante i sopralluoghi in Regione.
Anche in questo caso le carte riguardano il Piano di sviluppo rurale, ossia la cascata di fondi dell’Ue gestiti dall’assessorato della Birindelli e diretti a finanziare progetti in sostegno delle aziende agricole della Regione.
Sotto la lente di ingrandimento della magistratura, secondo indiscrezioni, alcuni finanziamenti di cui avrebbero beneficiato persone vicine al giornalista inquisito Paolo Gianlorenzo.
Intanto, pochi giorni fa, il collegio dei giudici del tribunale di Viterbo ha rigettato la richiesta di riesame del sequestro dei documenti all’Ordine nazionale dei giornalisti. Documenti inerenti la prova scritta dell’esame di Stato sostenuto dall’altra giornalista indagata, Viviana Tartaglini, per diventare giornalista professionista. Le carte, quindi, restano, per il momento ancora in mano alla Procura.
L’assessore Birindelli è nel registro degli indagati per tentata estorsione e corruzione in concorso con Gianlorenzo. L’ipotesi accusatoria, in pratica, è quella di aver utilizzato il giornale diretto da Gianlorenzo come una sorta di manganello, per colpire i nemici politici dell’assessore, che lo avrebbe ricompensato con una determina da 18mila euro pronti da stanziare per l’Opinione.
A carico del giornalista, anche le ipotesi di detenzione abusiva di arma e, in concorso con la Tartaglini, quelle di truffa e falso materiale.


