![]() Acquapendente |
– In risposta ad alcuni articoli pubblicati in questi giorni sulla stampa locale, a firma del gruppo consiliare di minoranza circa il rimborso dell’Iva per le bollette della Tia dal 1999 al 2008, il Comune di Acquapendente ritiene doveroso fare alcune precisazioni per chiarire ai cittadini qual è la situazione in merito.
L’amministrazione comunale, appena la situazione sarà definita, informerà la cittadinanza senza creare false aspettative o disagi.
Questo perché innanzitutto la Tia, quindi l’Iva, è stata applicata solo dal 2006 al 2009, non si comprende pertanto il riferimento agli anni dal 1999 al 2005. La società Secoin, che svolgeva il servizio anche di riscossione, ha già da tempo riversato l’Iva incassata allo Stato sulla base delle norme vigenti.
Quindi, al momento, nè il Comune nè la Secoin sono in grado di procedere al rimborso di somme di cui non sono in possesso, il Comune perché mai ha emesso le bollette e quindi mai ha incassato l’Iva e la Secoin perché l’Iva l’ha versata allo Stato.
Inoltre, nel caso non fosse stata applicata l’Iva, come dal 2009 in poi, le tariffe dovevano comunque tener conto che l’Iva calcolata sui costi non poteva essere detratta e quindi diventare anch’essa costo, come previsto dalla normativa fiscale vigente.
Infine, teniamo a precisare che l’amministrazione comunale non ha mai predisposto eventuali moduli per il rimborso, perchè ad oggi non vi è nessuna disposizione che individui chi, come e se rimborsare l’Iva, in quanto dopo la sentenza della corte costituzionale del 2012 il Parlamento e il Governo sono ancora impegnati a trovare una soluzione.
