– A pochi giorni dalle festività pasquali, secondo le stime di molti osservatori di associazioni di categoria e dei consumatori, le previsioni, sia per quanto riguarda il turismo alberghiero che extralberghiero risultano essere alquanto negative.
Circa il 15% in meno le famiglie in partenza rispetto allo stesso periodo 2011. Inoltre quelli che partiranno in questo periodo dichiarano che ridurranno ulteriormente il soggiorno (2 giorni) e le destinazioni saranno sempre meno lontane soprattutto per chi viaggia in auto (italiani 73%).
Sulla contrazione delle partenze rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, influisce soprattutto il costo del carburante, un pieno costa circa 22/23 euro in più rispetto al 2011. Un ulteriore deterrente, non solo psicologico, è rappresentato dagli aumenti che le famiglie e le imprese si troveranno a pagare nei prossimi mesi (imu, bollette, gas, luce, telefono etcc..).
Ciò indurrà molti cittadini a rimanere a casa. Inoltre tassa di soggiorno e aumento dell’iva mettono a rischio il settore prima dell’esodo delle vacanze estive. A farne le spese soprattutto le fasce più deboli, giovani, anziani, famiglie monoreddito e numerose. Inoltre, abbiamo registrato in questi giorni anche la soppressione dei buoni vacanze.
Se queste sono le premesse per il rilancio della competitività e delle nostre imprese nel turismo assisteremo probabilmente ad una ulteriore perdita di quote di mercato e perderemo anche qualche punto percentuale di crescita registrato nel 2011 rispetto all’ incoming straniero.
Gli italiani invece, che già nel 2011 hanno subito una battuta di arresto, nel 2012 rischiano la consistente contrazione, in considerazione che il 73% dei “vacanzieri” si muove in macchina. Per questo week end lungo di pasqua, dice Vincenzo Peparello, responsabile dell’Area Turismo Regionale della Confesercenti e Presidente di Viterbo, “il trend previsto dovrebbe attestarsi a quello dello scorso anno quando a salvare il periodo pasquale fu la forte presenza straniera, questo naturalmente riferito alle grandi città d’arte, infatti si prevedono incrementi su Roma, Firenze, Venezia con dati positivi anche per Napoli e sud Italia.
Mercati in crescita i paesi Bric e su Roma in crescita anche giapponesi e americani. Cosa diversa invece per le province laziali, una pasqua bassa rende difficile la scelta di località montane o di mare.
Il Lazio, per queste vacanze “pasquali” si attesta al terzo posto delle destinazioni scelte per gli stranieri, mentre invece dovrebbero diminuire anche se di poco gli italiani”. Per quanto riguarda la Provincia di Viterbo, continua Peparello, “la situazione dei due giorni di festa dovrebbe, secondo le previsioni degli intervistati rimanere sostanzialmente uguale allo scorso anno anche per la classica gita fuori porta.
Per quanto riguarda gli stranieri anche intorno al lago di Bolsena, unica meta di flussi di turisti stranieri, non dovrebbe rappresentare indicazioni di rilievo, in quanto comunque pochi sono quelli che arrivano in questo periodo. L’indicatore infatti importante è quello del periodo delle festività della Pentecoste.
Preoccupazione invece viene espressa dagli intervistati, un po’ in tutta la provincia per quello che sarà il risultato a consuntivo del 2012”, eppure, conclude Peparello “il 2011 aveva rappresentato per il turismo nella Provincia performance sia di tenuta rispetto alla crisi della vendita dei posti letto, ma anche con una leggera crescita nel turismo soprattutto enogastronomico ed extra-albergiero, questo grazie anche agli investimenti degli imprenditori nel settore mantenendo anche nello stesso periodo l’occupazione degli addetti e grazie anche ad una strategia di Marketing territoriale, frutto di sinergie ed iniziative pubblico privato, vedi VisiTuscia, Borsa del Turismo Sociale e Associato e Buy Lazio.
Queste iniziative infatti hanno generato un + 30 % nella programmazione dei Tour Operator che hanno partecipato a queste manifestazioni negli ultimi 5 anni. Il primo trimestre 2012, conclude Peparello, segna un dato negativo in termini di movimento di flussi in generale con conseguente calo di consumi e fatturato.