Riceviamo e pubblichiamo – Produrre elettricità da fonti rinnovabili può essere un affare molto remunerativo grazie ai profitti che se ne ricavano, non solo e non tanto dalla vendita dell’energia prodotta, quanto soprattutto dagli incentivi che si ottengono e che noi tutti paghiamo.
A differenza di altre biomasse, gli oli vegetali possono alimentare centrali elettriche che richiedono uno spazio relativamente modesto ma che emettono fumi maleodoranti, nocivi e in grado di innalzare la temperatura dellambiente circostante.
E’ per questo che con viva inquietudine i cittadini di Capranica hanno appreso del progetto di costruire in pieno centro abitato una centrale a biomasse della potenza di ben 890.000 W, a ridosso di una villa del Seicento e a poche decine di metri dalla chiesa della Madonna del Piano, opera del Vignola, nel bel mezzo del giardino di una clinica.
A parte la chiesa del Vignola, a parte la villa del Seicento, cose sicuramente che meriterebbero un maggior rispetto, cosa ci azzecca una centrale di quella potenza nel giardino di una clinica ?
E’ per trattare questi argomenti che lunedì 16 aprile alle 17 in San Francesco si terrà un incontro-dibattito a cui tutta la popolazione è invitata a partecipare.
Interverrà Gianni Tamino, biologo di fama internazionale, professore ordinario all’università di Padova, già deputato al Parlamento nazionale e a quello europeo, autore di numerose pubblicazioni su salute e biotecnologie, emergenze ambientali, biodiversità, decrescita.
In passato è stato, tra laltro, membro del Comitato nazionale per la biosicurezza e le biotecnologie presso la presidenza del consiglio dei ministri e del gruppo di lavoro sui rischi biologici nonché della commissione interministeriale per le Biotecnologie.
A seguire lintervento del sindaco di Capranica che farà il punto sulla situazione.
Comitato Capranica ambiente
