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Vietato morire di venerdì…

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La muffa sulle pareti

La muffa sulle pareti

L'interno della camera mortuaria

L'interno della camera mortuaria

Le bobine all'ingresso della camera mortuaria

Le bobine all'ingresso della camera mortuaria

Il Crocefisso all'interno della camera mortuaria

Il Crocefisso all'interno della camera mortuaria

Riceviamo e pubblichiamo – Offeso, indignato e amareggiato. Così mi sono sentito io e così dovreste sentirvi anche voi dopo quello che mi è accaduto proprio ieri, domenica 29 aprile.

Mia Zia Gelsomina Albanese ha avuto la sfortuna di morire di venerdì e nel nostro Comune se muori di venerdì, nonostante trovi un parroco eccezionale che ti celebra la funzione la domenica mattina, devi attendere il lunedì per poter essere messo all’interno del loculo, sperando che non piova altrimenti dovrai attendere altri giorni, perché, ci hanno spiegato, nel fine settimana gli operai del Comune non lavorano.

Per attendere questo delicatissimo momento “la mi zì Gelsa”, come la chiamiamo noi, è stata sistemata nella camera mortuaria del cimitero di Viterbo.

Avete mai visto la camera mortuaria del nostro cimitero? Quando siamo arrivati e ho visto dove era mia zia mi è venuta la pelle d’oca, “me se so rintorcinate le budelle”, avrei voluto che il nostro sindaco potesse assistere a quello che era lo spettacolo più brutto, indegno e irrispettoso verso i nostri cari defunti. Il dolore che avevo dentro era stato sopraffatto dalla rabbia e dall’incredulità di quello che i miei occhi vedevano e il mio olfatto sentiva, un posto di culto e preghiera in quelle condizioni.

L’ingresso ostruito da grandi bobine di cavo elettrico e materiale da lavoro, pavimenti logori e con macchie scure, che non voglio pensare a cosa possa essere caduto in terra, pareti sporche e colme di muffa, i fori enormi in alto e la vernice che si staccava accentuavano lo stato di degrado, un puzzo da far venire le forze di stomaco e per finire un Crocefisso con nostro Signore messo all’interno di una cassetta per la manichetta dell’antincendio. Un gesto che neanche il peggio cattolico farebbe.

Una cosa davvero vergognosa. Quello che doveva essere un girone di pace e preghiera è stato segnato e rovinato da questa cosa che spero nessun altro possa vivere.

Mi auguro che già da domani il sindaco si metta a lavoro per far sì che sparisca e che noi possiamo avere una camera mortuaria accogliente e dignitosa dove poter raccoglierci in preghiera e lasciare riposare in pace i nostri cari e di organizzare il proprio personale così da poter consentire di seppellire i nostri morti anche di sabato e domenica perché basterebbe poco, tanto che in altre città già lo fanno.

Spero che questa mia lettera serva a sensibilizzare chi di dovere e a far sì che certe cose non si debbano vivere più.
Ciao Zia ti voglio bene!

Daniele De Rosa


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