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“Viterbo può essere più di una passerella”

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Francesco Scialacqua

Francesco Scialacqua

Riceviamo e pubblichiamo – La chiusura del cinema Trieste rilevato dalla Curia proprietaria dell’immobile non è che l’ennesimo tassello di un decadimento culturale della città di Viterbo.

La Curia è proprietaria di quell’immobile e giustamente ha la facoltà di decidere quale uso dare a esso, ma visto che parliamo di un luogo che aveva nel tempo acquisito una rilevanza sociale sarebbe interessante quantomeno conoscere quali sono le motivazioni per le quali quel luogo oggi debba svolgere un’altra funzione auspicando magari un ripensamento.

Il cinema Trieste infatti oltre che sala di proiezione era un teatro nel quale ragazzi di Viterbo e provincia si dilettavano nel recitare. Mi chiedo perché a Viterbo per cultura si intenda solamente una passerella di artisti in una stagione teatrale, quando invece cultura sarebbe anche creare e mantenere vivi degli spazi nei quali la cultura si genera in quanto da cultura nasce cultura.

Difficile immaginarsi che a Viterbo possa emergere un grande attore di teatro se scuole di teatro non possono esserci in quanto non ci sono gli spazi. Dico emergere e non nascere perché penso che i geni nascono ovunque, ma abbiamo modo di apprezzare solo quelli che coltivano la propria genialità in contesti favorevoli.

Forse l’idea di avere tra 10-20 anni grandi artisti viterbesi non affascina la politica sempre presa dall’ottenere consenso immediato sventolando il grande nome da portare in piazza (solo in piazza in quanto il Teatro Unione sembra ormai ridotto al ruolo di parete per affissioni pubblicitarie).

Certo che per un politico eletto oggi cosa importa se tra 20 anni gireranno per l’Italia artisti viterbesi? Probabilmente non sarà lui a trarne giovamento in termini di consenso. Spero che tutti non la pensino così. Questo andamento è confermato dal proliferare di iniziative in luoghi aperti durante l’estate che comportano un dispendio enorme di risorse per l’allestimento di location mordi e fuggi, soldi che potrebbero essere invece utilizzati per la manutenzione di strutture durature e stabili durante tutto l’anno.

Per fare cultura c’è bisogno di un’accurata progettualità perché realtà di lunga durata hanno bisogno di garantirsi un programma di sostentamento per diventare delle eccellenze. Cultura sul lungo tempo è lavoro ed occupazione. Un buon esempio in questo senso è il Tuscia Operafestival che ha ormai attiva un’orchestra capace di garantire a Viterbo concerti di ottimo livello durante tutte le stagioni dell’anno.

Enti come il Comune dovrebbero adoperarsi per promuovere fuori le mura di Viterbo queste eccellenze viterbesi, consentendogli di acquisire sempre maggiore fama, vendendo così per l’Italia e l’Europa il nome della città di Viterbo. Bisognerebbe in sostanza diventare da passerella a calpestatori di passerelle.

Francesco Scialacqua


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