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– Negli ultimi cinque anni, il costo dell’acqua non ha fatto che aumentare nel Lazio: +19% di media a fronte comunque di un incremento su scala nazionale del +24,5%.
Incrementi a due cifre a Viterbo (+53,1%), Latina (+28,3%), Roma (+16,7%).
Si sono registrati aumenti anche nell’ultimo anno: nel 2011 rispetto al 2010, le tariffe sono cresciute su base nazionale in media del 5,8%, nel Lazio del 2,4%. Gli incrementi maggiori a Latina (+6,5%).
Nel Lazio, è Latina la città in cui l’acqua per uso domestico costa di più, con una spesa media annua di 295 euro, ben 80 euro in più di quanto la si paga a Rieti, città in cui il servizio costa meno a livello regionale, addirittura 185 euro in più di quanto la si paga a Isernia, città in cui il servizio costa meno a livello nazionale.
Nell’annuale indagine realizzata dall’Osservatorio Prezzi & Tariffe di Cittadinanzattiva, le contraddizioni del Servizio Idrico Integrato nel nostro Paese, con dati anche sulla dispersione idrica. On line su www.cittadinanzattiva.it il dossier con gli approfondimenti regionali.
In un anno una famiglia sostiene in media una spesa di 290 euro per il servizio idrico integrato. L’indagine è stata realizzata in tutti i capoluoghi di provincia, relativamente all’anno 2011. L’attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico: acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, quota fissa (o ex nolo contatori). I dati sono riferiti ad una famiglia tipo di tre persone, con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua, e sono comprensivi di Iva al 10%.
In generale, il caro bollette viaggia più spedito al centro (+34,3% rispetto al 2007, +6,2% rispetto al 2010). Seguono le regioni del nord (+25,6% rispetto al 2007, +6,7% rispetto al 2010) e il sud (+14,1% rispetto al 2007, +3,2 rispetto al 2010).
A livello nazionale, a fronte di una spesa media annua pari a 290 euro, nel Lazio il servizio idrico integrato ha costi medi comunque inferiori (257 euro).
“Quando si parla di infrastrutture necessarie per rilanciare il Paese – commenta Antonio Gaudioso, vicesegretario generale di Cittadinanzattiva – occorre pensare all’urgenza che rivestono le grandi opere legate al servizio idrico, ad iniziare dagli acquedotti, non fosse altro che per arginare l’enorme spreco di una risorsa che non è né illimitata né a costo zero per la collettività, come l’escalation delle tariffe dimostra.
Da questo punto di vista, ci aspettiamo molto dal lavoro dell’autorità alla quale da poco sono state attribuite competenze in materia di servizi idrici. Cittadinanzattiva le consegnerà con piacere i propri studi di settore convinta che possano risultare utili all’autorità, chiamata quanto prima a definire e a far rispettare ai gestori dell’acqua una diretta relazione tra investimenti, standard di qualità del servizio e costi in bolletta”.
Cittadinanzattiva
