![]() Aurelio Regina |
– “Aeroporto, inutile senza le infrastrutture”.
Lo ha detto il presidente di Unindustria Aurelio Regina nel corso dell’assemblea dell’associazione soffermandosi sull’importanza del terzo scalo del Lazio a Viterbo.
“C’è l’esigenza – continua Regina – di dare certezza alle prospettive di realizzazione dello scalo aeroportuale di Viterbo. Ma è ovvio che un progetto così importante non ha senso se non si realizzano le infrastrutture di collegamento, a partire da quelle ferroviarie”.
Da non sottovalutare, poi, il collegamento con il maggiore aeroporto del Lazio, ovvero Fiumicino. “Aspettiamo – aggiunge Regina – risposte definitive per il completamento del corridoio tirrenico che migliorerà l’accessibilità dell’aeroporto di Fiumicino da Nord e da Sud”.
Il presidente di Unindustria ha poi presentato un quadro generale della situazione economica della regione. “La crisi che colpisce il Lazio e l’Italia – dichiara – non è un normale episodio di oscillazione ciclica ma una vera frattura delle traiettorie di sviluppo. Il Lazio, fino alla crisi del 2008-2009 era un’economia forte, capace di produrre maggiore ricchezza della media nazionale.
Anche in quel biennio, il Pil regionale aveva mostrato una contrazione più contenuta della media italiana, 3,7% contro 6,3. Questa volta è diverso. La recessione ha effetti diretti sulla domanda interna e su quella pubblica, che nel Lazio ha un rilievo molto maggiore del resto del Paese. Le conseguenze sul mercato del lavoro sono gravi: il tasso di disoccupazione era al 7,5% nel 2008. In soli tre anni è arrivato a circa il 9%”.
Infine un accenno alla decisione del governo Monti di non far partecipare Roma ai Giochi Olimpici del 2020. “Il governo Monti – conclude Regina -, con la decisione di non proseguire l’iter di candidatura ai Giochi Olimpici del 2020, ha imposto a Roma e al Lazio una vera ‘spending review’. Da quel no consegue che ogni intervento infrastrutturale sul territorio è affidato alle nostre aziende. Primo fra tutti, l’ampliamento dell’aeroporto di Fiumicino e poi, appunto, la realizzazione di quello di Viterbo”.
