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Civita Castellana, fatto il primo passo per chiudere l’Inps

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Riceviamo e pubblichiamo – Il gabinetto diagnostico Inps di Civita Castellana chiude i battenti, i pensionati e gli invalidi andranno a visita a Viterbo, questo non è che il primo passo per chiudere l’Agenzia Inps di Civita Castellana.

Appena 2 anni fa, il 25 febbraio 2010 denunciavamo, sui giornali locali, la chiusura del gabinetto diagnostico di Montefiascone prefigurando a breve la chiusura definitiva dell’Agenzia Inps di Montefiascone, dopo qualche mese si è verificato quanto avevamo preannunciato.

A Montefiascone è rimasto,infatti, un punto di ascolto presso gli uffici del Comune mentre le attività, sono transitate presso la sede Viterbo comportando oltre ai disagi per i cittadini/utenti, il forzoso trasferimento del personale da Montefiascone a Viterbo.

Adesso la notizia della chiusura del gabinetto diagnostico di Civita Castellana da parte della direzione provinciale dell’Inps che la giustifica con la mancanza di personale.

Quindi le visite mediche per le pensioni, per l’handicap, per l’invalidità civile saranno effettuate per i cittadini di Civita Castellana e per le zone limitrofe presso il centro medico Inps di Viterbo.

Si compie così una nuova lacerazione ad un tessuto sociale già duramente colpito, un nuovo taglio di servizi sul territorio che ricade ancora sulle fasce più deboli quali i malati , i portatori di handicap, gli anziani, cioè, le persone che più di  altri hanno bisogno di sentire le istituzioni vicine, sono quelle che stanno pagando il prezzo più alto.   A giudicare dall’esperienza di Montefiascone, la chiusura del gabinetto diagnostico di Civita potrebbe rappresenta, a nostro parere, il primo passo verso la chiusura dell’intera Agenzia Inps di Civita Castellana.

D’altra parte questo risulta essere in linea con la riorganizzazione nazionale dell’Inps che ha già causato la chiusura di diverse  Agenzie in tutto il paese e il conseguente trasferimento del personale.

Come organizzazione sindacale non abbiamo l’intenzione di creare allarme ma, allo stesso tempo non possiamo concepire che tutto ciò possa accadere nel silenzio generale, riteniamo che sia nostro compito informare i cittadini e i lavoratori dei rischi che determinate ristrutturazioni possano comportare, non possiamo accettare passivi che sotto la dicitura “crisi” passino provvedimenti che diminuiscono i servizi resi sul territorio ed allontanino, “fisicamente” diritti minimi di tutti; diritti che non possono essere lesi da una società che vuole ancora definirsi civile,

Lino Rocchi (Usb Viterbo)


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