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Coltivavano marijuana in casa, in manette due cognati

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Parte della marijuana sequestrata

Parte della marijuana sequestrata

Parte della marijuana sequestrata

Green House, i carabinieri illustrano i dettagli dell'operazione

Green House, i carabinieri illustrano i dettagli dell'operazione

Il maggiore Guglielmo Trombetta, a capo della compagnia carabinieri di Ronciglione

Il maggiore Guglielmo Trombetta, a capo della compagnia carabinieri di Ronciglione

Il luogotenente Angelo Fazi, al comando dell'aliquota radiomobile di Ronciglione

Il luogotenente Angelo Fazi, al comando dell'aliquota radiomobile di Ronciglione

(s.m.) – Una casa cantoniera dismessa adibita a serra. Con tutto l’occorrente per coltivare quantità industriali di marijuana. L’hanno scoperta i carabinieri di Ronciglione, nel blitz scattato nel weekend e denominato “Green House” (casa verde) (*fotocronaca – *video).

L’illecita attività a conduzione familiare è stata stroncata dagli uomini del maggiore Guglielmo Trombetta, al comando della compagnia di Ronciglione. Arrestati due cognati, originari di Roma, M.P. e C.O., di 33 e 34 anni, ritenuti gli organizzatori dell’attività di spaccio.

I militari dell’aliquota radiomobile, coordinati dal tenente Angelo Fazi, sono entrati in azione alle 21,30 di venerdì. Sono stati alcuni acquirenti a condurli nella “centrale dello spaccio”: pedinandoli e bloccandoli, i carabinieri sono arrivati alla vecchia casa cantoniera in cui si rifornivano pusher e consumatori.

“Il blitz è scattato nel bel mezzo della cena – spiega il maggiore Trombetta -. Lo stabile è abitato da due famiglie. In totale, al momento dell’operazione, c’erano almeno quindici persone in casa, tra cui anche alcuni bambini. In manette sono finiti i presunti gestori dell’attività di spaccio, che coltivavano la droga in casa, con i familiari perfettamente al corrente del business da loro messo in piedi. Uno aveva inizialmente cercato di disfarsi della droga gettandola da una finestra”.

Il sottotetto dell’ex casa cantoniera fungeva da vera e propria serra, attrezzata con lampade alogene, termostati e ventilatore per coltivare ed essiccare la marijuana. Proprio qui, nell’intercapedine-serra i militari hanno trovato 68 piante di marijuana, sequestrata insieme a un ulteriore chilo e mezzo di stupefacenti, tra cocaina, hashish e soprattutto marijuana.

Sotto sequestro anche un bilancino di precisione, un involucro di cellophane, un coltello e materiale per il confezionamento.

900 le dosi di stupefacente ricavabili, pronte per essere immesse sul mercato con un valore di 12-13 euro al grammo.

L’udienza di convalida, per gli arrestati, si è svolta questa mattina al tribunale di Tivoli, competente per territorio. Il giudice ha convalidato l’arresto e confermato la custodia cautelare in carcere a Rebibbia per coltivazione e detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio.

Segnalati alla Prefettura anche alcuni dei giovani fermati. Uno è stato denunciato a piede libero.


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