![]() Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese |
– Bancarotta, due condanne.
Sono stati condannati a quattro e sei anni e mezzo di reclusione gli ex amministratori di alcune società di ceramiche del Viterbese.
Questa mattina, la sentenza dei giudici del tribunale di Viterbo, collegio presieduto da Italo Ernesto Centaro.
I fatti risalivano al 1999, anno del fallimento di una serie di società produttrici di ceramiche dell’hinterland di Civita Castellana.
Cinque gli imputati, accusati, a vario titolo, di aver distratto beni delle società in questione per un valore di una decina di miliardi di vecchie lire.
In tre sono stati assolti. Gli altri due, un uomo e una donna entrambi amministratori, condannati, oltre che alla reclusione, anche all’interdizione dai pubblici uffici, lei perpetua, lui per cinque anni.
La donna è stata assolta da altri capi di imputazione.
Per entrambi il pm Renzo Petroselli, che nella sua requisitoria ha parlato di “bancarotta imponente”, aveva chiesto la condanna a sette anni e mezzo.
