Riceviamo e pubblichiamo – I dati della crisi economica che sta investendo la nostra provincia li tocchiamo per mano, non c’è bisogno che qualcuno ce li ricordi senza fornire la ricetta per uscire dalla crisi.
La Camera di Commercio non può fornire solamente numeri. La crisi c’è ma non è un problema che è emerso dal nulla. Sono anni che si avvertono i segnali ma nessuno ha avuto l’umiltà di convocare chi tutto i giorni combatte con questa difficile situazione, senza potersi comodamente sedere dietro una scrivania.
Al fronte ci stiamo noi, tutti i giorni e questa guerra impari fatta di burocrazia e di lassismo continua a mietere vittime. Oltre tre anni fa avevo proposto al Comune di Tarquinia di aprire un comitato di crisi nel quale fossero rappresentate tutte le realtà del tessuto economico e sociale locale; nulla è stato fatto, sottovalutando un problema che in questi ultimi mesi ci sta investendo. Ne sono un esempio tangibile le tante attività che chiudono e pochi imprenditori disposti ancora a rischiare.
I numeri non servono a nulla e soprattutto quanto ci costano? Occorrono proposte concrete per poter dapprima rallentare questa emorragia continua e poi tentare di risollevare un intero sistema che così è destinato nel breve periodo al collasso. Per far questo bisogna urgentemente convocare tutte i rappresentanti delle categorie produttive della provincia. Solo chi conosce con mano la drammatica situazione che stiamo vivendo, può fornire degli strumenti utili e condivisi per poter tornare a rialzare la testa.
Nessuno ha la presunzione di avere la bacchetta magica ma c’è bisogno dell’esperienza e del contributo di tutti. Siamo l’antidoto alla disoccupazione. Noi siamo pronti, speriamo le istituzioni non siano di nuovo sorde.
Enrico Benedetti
Ascom Tarquinia