Riceviamo e pubblichiamo – Il circolo comunale ed il gruppo consigliare di Sel di Viterbo propongono di emendare lo Statuto comunale nel senso di un adeguamento a quanto contenuto nelle formulazioni più ampie e rispondenti della Costituzione italiana e della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.
Una formulazione che non può non considerare le questioni di genere e le minoranze etniche, quindi la nascita, con particolare riferimento anche alla situazione delle seconde generazioni dei cittadini migrati in Italia. Particolarmente significativa e grave l’assenza di un riferimento alle differenze di genere – sottolineano il coordinatore comunale Umberto Cinalli e il consigliere Mauro Innocenzi – che può essere facilmente e unanimemente risolta dall’intero Consiglio comunale. Un segno di attenzione e sensibilità dovuto.
Di seguito il testo della proposta di emendamento
Proposta di modifica allo statuto comunale di Viterbo
Ai sensi dell’art. 56 dello Statuto comunale, premesso che
ai sensi dell’art. 3 della Costituzione italiana “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali” ed altresì “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”;
l’art. 21 della “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” vieta “qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuali”;
Viene proposto di emendare l’art 2 comma i) dello Statuto – principi programmatici – ove è riportato che Viterbo ispira la propria azione ai seguenti criteri e principi:
– il riconoscimento del valore della persona umana in ogni momento della sua vita indipendentemente dalle condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali, di razza e di religione;
nella seguente è più completa formulazione
– il riconoscimento del valore della persona umana in ogni momento della sua vita e contrasta ogni forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l’origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l’appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuali”;
Gruppo consigliare Sel / Circolo comunale Sel Viterbo