![]() Un'edicola abbandonata |
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Riceviamo e pubblichiamo – Finalmente è finita la settimana della cultura, quante polemiche! Chi si è lamentato da una parte chi dall’altra; chi è solidale prima con le bandiere issate e poi con le bandiere ammainate, questi ultimi sarebbero gli indecisi, quelli solidali pure con i sanpietrini, così non si sbagliano.
Ora è passato pure il Primo maggio, con San Pellegrino in fiore salvato in extremis dall’ente autonomo, dai vivaisti e fiorai che hanno partecipato gratuitamente, con un alto numero di turisti, fortunatamente giunti a Viterbo. E tutto è accaduto senza la solidarietà di nessuno e questo è strano.
Vabbè! Questa volta siamo solidali noi, lo siamo con i vasi esposti lungo via San Pellegrino, così, per sport, ci piace la competizione.
Che poi a noi che importa, oramai la faccia è salva, il tempo passa e ci scordiamo di tutto. E invece, considerando che siamo ben pieni di disperati, disoccupati e famiglie con guai finanziari che solo le associazioni di volontari conoscono, con la crisi che ci distrugge, a Viterbo discutiamo su chi farà le terme, non su come costruire o riaprire le terme ma su chi le farà, Viterbo o Civitavecchia?
Cari amministratori avete degli obblighi, prima come nostri dipendenti, e poi morali e costituzionali. Siete stati eletti per lavorare in tal senso, fatevi il sangue amaro o mettetevi da parte, tutto pur di sbloccate il problema termalismo a Viterbo, sono quarantanni che si fa il balletto delle marionette con l’acqua che si disperde per i campi.
E considerando che a Viterbo abbiamo troppe cose belle, che la cultura non ha tempo, età o limiti d’interpretazione, a dimostrazione dell’incuria e dell’abbandono, questa volta vi presentiamo due magnifiche edicole in via Borgolungo a Viterbo.
Sono due, belle e abbandonate, una di esse ha pure uno squarcio sul dipinto. Quindi, eccoci pronti. Noi siamo solidali con lo squarcio che è lì solo soletto a passare le sue giornate infinite nel degrado totale.
Perché mai si dovrebbero sistemare e mantenere i nostri beni storici e culturali, perché li dovremmo pubblicizzare attirando turisti, perché sfruttare ogni angolo di storia della nostra città, ma che siamo matti? Ci dovesse far male!
Marco Cataudella
Tuscia Vola


