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Ex cava del bucone, vogliamo delle risposte

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Riceviamo e pubblichiamo – Presso la frazione di San Eutizio, nel Comune di Soriano nel Cimino, è presente una ex cava denominata “Cava del Bucone”.

Su istanza presentata da una ditta locale, il Comune di Soriano nel Cimino in data 04/12/1999 autorizzava la ditta stessa ad effettuare il recupero ambientale della ex cava del Bucone in località Crocetta.

In data 31/03/2010 la titolarità dell’attività di recupero rifiuti non pericolosi veniva acquisita dalla “Società recuperi la Torre s.r.l.” che, a seguito di autorizzazione rilasciata dall’amministrazione Provinciale di Viterbo, riprendeva le operazioni di recupero sin dall’ agosto 2010.

Il materiale versato nella ex cava, classificato R10, è costituito da fanghi di cartiera provenienti dalle cartiere del lucchese; i fanghi stessi, per essere trasferiti in siti di ripristino ambientale, devono essere adeguatamente trattati poiché possono contenere additivi e sostanze allergizzanti.

La passata amministrazione comunale di centrosinistra, a seguito delle proteste dei cittadini e soprattutto perché preoccupata della salute degli stessi, ha più volte sollecitato i soggetti preposti al controllo (ARPA Lazio, amministrazione provinciale, carabinieri, corpo forestale dello Stato, comando polizia locale di Soriano) affinché le operazioni di recupero venissero svolte nel rispetto della normativa vigente che regolamentava la materia.

In particolare veniva richiesto alla amministrazione provinciale di Viterbo uno studio sulle falde acquifere sottostanti il sito della cava in questione. Si precisa che nelle zone limitrofe alla ex cava, le acque sotterranee si trovano a quote superficiali ed il ripristino suscita la comprensibile preoccupazione di un possibile inquinamento delle stesse.

A seguito delle sollecitazioni avanzate dall’amministrazione comunale di Soriano, la Provincia di Viterbo richiedeva alla società Recuperi la Torre s.r.l. una relazione geologica sul sito oggetto del recupero ambientale. Successivamente, la società stessa rimetteva alla Amministrazione Provinciale la relazione geologica richiesta.

La relazione geologica, fornita dalla ditta, veniva successivamente trasmessa all’Arpa Lazio da parte della stessa amministrazione provinciale.

In data18 febbraio 2011, l’Arpa Lazio inviava alla Provincia di Viterbo, nonché per conoscenza alla ditta stessa, delle osservazioni tecniche e la richiesta di integrazioni allo studio geologico e al piano di monitoraggio.

L’amministrazione provinciale di Viterbo, in attesa del completamento della documentazione integrativa, con determinazione del dirigente del settore VIII numero 08/181/G del 07/03/2011 comminava alla ditta recuperi la Torre S.r.l., con decorrenza immediata, il divieto di prosecuzione dell’ attività di recupero dell’ ex cava.

A seguito di presentazione, da parte della ditta, della documentazione integrativa richiesta, l’amministrazione provinciale provvedeva a riattivare l’autorizzazione di recupero ambientale.

Le zone limitrofe alla cava sono interessate dal cattivo odore proveniente dal materiale sversato.

La presenza di aria maleodorante determina inevitabilmente la necessità di effettuare esami termografici per verificare l’ eventuale esistenza di “biogas”, fenomeno, questo, da non sottovalutare anche in considerazione di ciò che è accaduto nel Comune di Imola. Infatti, nel dicembre 2005 si sono verificate, a distanza di una settimana, due deflagrazioni all’interno di una abitazione di campagna sita nel Comune romagnolo e, la causa è stata riscontrata nella produzione di metano (biogas) proveniente dalla vicina area oggetto di ripristino ambientale con fanghi di cartiera.

L’attuale amministrazione comunale di Soriano (centrodestra) si è impegnata con l’amministrazione provinciale all’acquisto di specifica attrezzatura, da mettere a disposizione dell’Arpa Lazio, per effettuare i rilievi relativi alla presenza di “biogas”. Tale attrezzatura, a tutt’oggi, non è stata ancora acquistata.

A più di un anno e mezzo dall’inizio del recupero ambientale, i cittadini di Sant’ Eutizio non hanno ancora avuto risposte e/o assicurazioni:

– sulle analisi delle falde acquifere sottostanti la cava;

– sulle cause che provocano il cattivo odore che persiste nell’aria;

– sull’ eventuale sprigionamento del biogas nel sottosuolo;

– sul controllo costante della miscelazione terra-rifiuto;

– sulla provenienza della terra che viene usata per la miscelazione.

Stante il perdurare dell’ immobilismo e del menefreghismo dell’attuale amministrazione comunale di Soriano nel Cimino, che ogni giorno sconfessa il proprio slogan elettorale “il cittadino al centro”, il circolo Pd di Soriano nel Cimino ha inteso proporre al gruppo Pd in consiglio provinciale la presentazione di una mozione sulla ex cava del Bucone.

Con la mozione inoltrata al consiglio provinciale in data 23/04/2012, il gruppo consigliare Pd fa richiesta di idonea documentazione che dia risposte e assicurazioni certe ai cittadini di Sant’Eutizio sui punti sopraelencati. Chiede altresì, in caso di mancata produzione della citata documentazione entro venti giorni dalla presentazione della mozione stessa, la sospensione dell’ autorizzazione al recupero ambientale in atto.

Inoltre, la mozione è stata accompagnata da una raccolta firme promossa da Lega Ambiente “Circolo P. P. Pasolini” di Sant’Eutizio.

Il circolo Pd di Soriano:

invita gli attuali amministratori locali e i cittadini di Sant’ Eutizio a partecipare alla seduta del consiglio provinciale in cui verrà discussa la mozione sulla ex cava del Bucone;

ringrazia il gruppo consigliare Pd in consiglio provinciale, in particolar modo il consigliere provinciale Maurizio Palozzi per il sostegno dimostrato.

Circolo Pd Soriano nel Cimino


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