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“Fattorini chi?”

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L'assessore provinciale Paolo Bianchini

L'assessore provinciale Paolo Bianchini

L'assessore provinciale Paolo Bianchini
L'assessore provinciale Paolo Bianchini

– Bianchini: “Fattorini chi?”.

E’ guerra nel Pdl. Dopo il duro affondo di Massimo Fattorini contro il gruppo dei quarantenni, non tarda la secca replica oltreoceano di Paolo Bianchini. Il partito è allo sbando e per l’assessore provinciale serve ripartire da zero.

L’assessore comunale Fattorini ha detto di essersi pentito ad aver dato le dimissioni in Provincia facendo entrare tre perfetti sconosciuti che galleggiano qua e là. Come risponde?
“Fattorini chi? – esordisce Bianchini -. L’assessorato che abbiamo ottenuto non ce lo ha dato di certo lui con le sue dimissioni. Lo abbiamo conquistato coi voti che Gianluca Mantuano ha preso nel collegio più difficile di Viterbo, portandolo dalla quinta posizione alla prima”.

E perché hanno scelto lei poi?
“Se il gruppo a cui appartengo – continua – ha deciso di nominare me come assessore, è perché ha valutato che in quel momento non fosse il caso di perdere un consigliere, oltretutto un capogruppo. In questo modo abbiamo raddoppiato la nostra posizione in Provincia. Con spirito di partito, Mantuano ha fatto un passo indietro, cosa che raramente accade in politica. I risultati prodotti in questi due anni hanno dato ragione a quella scelta”.

Come valuta la situazione interna al Pdl?
“Il Pdl è allo sbando e senza una guida – afferma secco -. Spesso le scelte del coordinatore provinciale si sovrappongono agli interessi legittimi del sindaco del capoluogo”.

E quindi?
“Dobbiamo trovare un momento di democrazia interna. E’ troppo tempo che non si vota, non si decide e che vengono fatte delle scelte sbagliate. Troppe volte, in occasioni elettorali, è stato regalato il simbolo del Pdl a candidati che non erano sostenuti dalla base”.

Cosa propone dunque?
“Il partito deve ripartire da zero. Serve un ricambio generazionale, deve entrare chi non ha mai avuto responsabilità di comando di un partito”.

Ma così non sarebbe un rischio troppo grande?
“Rispetto al rischio che ha il Pdl di sparire, preferisco puntare su un giovane eletto dagli iscritti del Pdl che galleggiare da decenni con i soliti nomi che non accettano il cambiamento generazionale. Con Marini si chiude un ciclo. Nessuno vuole accantonare nessuno, ma c’è bisogno di ripartire”.

C’è per lei un coordinatore capace di unire le diverse anime interne al partito?
“Per adesso non ho nomi – dice -. Il coordinatore si dovrà scegliere democraticamente. E lo stesso deve essere fatto per individuare il candidato a sindaco di Viterbo. In quest’ultimo caso col mio gruppo chiederemo a gran voce le primarie”.

Il partito è allo sbando e lei è negli Stati Uniti per l’inaugurazione dell’Italian operafestival. A Viterbo c’è chi continua a dire che è venuto in vacanza. Come va, dunque, il soggiorno?
“Qui è tutto tranne che una vacanza – conclude un po’ stizzito -. Non siamo né a Malibu né a Santa Monica. Ci troviamo a un’ora e mezza da Los Angeles, dispersi nel nulla. Essere negli Usa per me significa affiancare e dare vicinanza ai musicisti e ai sommelier che abbiamo formato coi progetti della Provincia. Significa sostenere lo staff del Tuscia operafestival.

E’ un’emozione rappresentare il nostro paese all’estero. Ho visto lo stupore negli occhi degli ospiti all’Istituto italiano di cultura per la conferenza di presentazione della manifestazione quando hanno ascoltato ciò che avevamo da dirgli sulla Tuscia. Vederli poi cantare l’inno di Mameli in piedi è stato per me un grande motivo di orgoglio. Qui ho capito davvero quanto poco noi italiani apprezziamo le nostre ricchezze, molto amate invece dagli americani”.

Paola Pierdomenico


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