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Favoreggiamento ai Casamonica, prosciolto bancario

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Un'aula del Palazzo di Giustizia viterbese

Era accusato di favoreggiamento nei confronti di alcuni componenti del clan romano dei Casamonica. Ma per un dipendente del Banco di Brescia di Ronciglione la vicenda si è conclusa qualche giorno fa con il proscioglimento.

Il gup del tribunale di Roma Ariolli ha chiuso il caso ancor prima di arrivare al processo, respingendo la richiesta di rinvio a giudizio dell’accusa. Questo perché, come sostenuto dall’avvocato dell’uomo, Franco Taurchini, non c’era il minimo elemento di colpevolezza a carico del bancario.

La denuncia, per l’uomo, era scattata nel 2010, a seguito di un blitz in cui furono arrestati per usura tre membri della potente famiglia romana. Una quarta persona, finita anch’essa agli arresti, legata ai Casamonica e cliente del Banco di Brescia, puntò il dito contro l’impiegato della filiale ronciglionese, accusato di aver versato un assegno da 4mila e 500 euro provento di usura.

Denunciato dai carabinieri di Frascati, il pm Affinito, titolare dell’indagine, ne aveva chiesto l’arresto, ma il gip del tribunale di Roma rigettò l’ordinanza di custodia cautelare in carcere.

Per il bancario cominciò l’incubo. Guardato con sospetto dai colleghi, fu sospeso dal servizio e isolato da parenti e amici.

Oltre a contestargli il favoreggiamento, gli investigatori avevano in un primo momento ipotizzato anche il concorso in usura. Ma il pm ritenne quest’ultima accusa insussistente e stralciò la sua posizione da quella degli altri arrestati.

Dalle indagini risultava che il bancario avesse collaborato nell’attività di usura contestata agli indagati. In pratica, per gli inquirenti, sarebbe stato perfettamente a conoscenza della provenienza illecita di quell’assegno. Tesi smentita tanto dalla difesa quanto dal gup, che ha emesso sentenza di non luogo a procedere, tra le lacrime di commozione del bancario.


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