![]() Tatiana Ceoban, la 36enne moldava scomparsa |
![]() Elena Ceoban, la figlia 13enne di Tania, anche lei scomparsa |
![]() Paolo Esposito |
![]() Ala Ceoban |
– Quattro nuove perizie: due sulle celle telefoniche, una sullo schifidol e un’altra sulle possibilità che avevano Paolo Esposito e Ala Ceoban di trasportare due cadaveri fuori dalla villetta di via Cannicelle.
Sono le richieste avanzate dalla difesa dell’elettricista condannato all’ergastolo il 13 maggio 2011. Accusa, quella di aver ucciso, con la complicità della sua amante-cognata, la convivente Tatiana Ceoban e la figlia 13enne di lei, Elena, scomparse da gradoli nel 2009.
Gli avvocati di Esposito, Enrico Valentini e Mario Rosati, così come quello di Ala, Pierfrancesco Bruno, hanno impugnato la sentenza del doppio ergastolo. L’appello è fissato al 22 maggio.
Al ricorso depositato nell’ottobre scorso, si sommano i cosiddetti motivi aggiunti, consegnati pochi giorni fa alla cancelleria della Corte d’Assise d’appello a Roma. Una serie di nuove richieste istruttorie sintetizzate in un elenco in sette punti.
La difesa chiede due perizie sulle celle telefoniche. Una è quella di Cannicelle, agganciata alle 19,17 del 30 maggio 2009 dal cellulare di Tatiana, nell’ultimo sms che la donna riceve, prima di far perdere le proprie tracce. Il fatto che l’apparecchio agganciasse quella cella significa inequivocabilmente che il telefono era nella villetta?
L’altra perizia è sulla cella di Capodimonte, agganciata sempre dal cellulare di Tatiana poche ore prima, alle 17,36. Quali possibilità ci sono, chiede la difesa, che il telefono di Tatiana si trovasse nel raggio coperto da quella cella mentre era sul bus Viterbo-Gradoli, che non passa per Capodimonte?
E’ sempre per fare chiarezza su questo punto che la difesa ha chiesto di sentire come testimone il dirigente della Cotral Orsini e di acquisire la documentazione riguardante orari e percorsi dei bus della tratta Viterbo-Gradoli nel maggio 2009.
Poi c’è lo schifidol. Quella specie di plastilina con cui Esposito dice di aver più volte giocato con la figlia. Anche sulle pareti della cucina di via Cannicelle. Proprio qui, i Ris trovarono abrasioni sospette, risultate raschiate e ritinteggiate.
I legali di Esposito chiedono un sopralluogo nella villetta verificare la presenza di schifidol e una perizia chimica sulla stessa plastilina, per accertarne la composizione.
Infine il trasporto dei cadaveri: come possono aver trasportato, Paolo Esposito e Ala Ceoban, i cadaveri di madre e figlia fuori dalla villetta? Da dove sono passati, considerando l’assenza di tracce di sangue all’esterno della cucina? Anche su questo la difesa di Esposito chiede una perizia.



