![]() Paolo Esposito |
![]() Ala Ceoban |
– Torna a chiedere l’ergastolo la pubblica accusa al processo per il giallo di Gradoli.
Il procuratore generale Alberto Cozzella ha chiesto la conferma del carcere a vita per Paolo Esposito e Ala Ceoban, i due amanti di Gradoli condannati in primo grado per l’omicidio di Tatiana ed Elena Ceoban, madre e figlia scomparse nel 2009.
Il processo in Corte d’Assise d’Appello a Roma è iniziato stamattina. L’udienza è stata aperta dalla relazione del giudice a latere Giancarlo De Cataldo, autore di “Romanzo criminale”. Il magistrato ha esposto in un’ora circa le motivazioni della sentenza di primo grado e quelle dei ricorsi delle difese.
La parola è poi passata al procuratore Cozzella, che ha mantenuto una evidente linea di continuità con il pm Renzo Petroselli, titolare del fascicolo aperto sui due amanti-cognati per duplice omicidio. Anche Cozzella sostiene la tesi del movente passionale. Il magistrato vede in Ala Ceoban l’istigatrice del delitto, interessata a liberarsi della sorella Tatiana per poter prendere il suo posto a Gradoli, nella casa e nella vita di Esposito. La loro relazione andava avanti almeno dal 2006. Da qui, la richiesta di conferma della sentenza di primo grado: carcere a vita per entrambi.
Alle prossime udienze del 7 e 8 giugno prenderanno la parola parti civili – la madre di Ala e Tatiana e la figlia nata dalla relazione tra Esposito e Tatiana – e le difese. Dopodiché i giudici si pronunceranno sulle nuove richieste istruttorie avanzate dai legali. Infine la sentenza.

