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Il Miur riconosce i professori di terza fascia

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Riceviamo e pubblichiamo – Finalmente in un’intervista rilasciata dal ministro Profumo la scorsa settimana sul “Corriere della sera” e con una nota successiva pubblicata sul sito del Miur, si riconosce la figura dei professori di terza fascia, quelli non abilitati come frettolosamente indicati nelle graduatorie d’Istituto.

Finalmente si riconosce a questi docenti, che in tutti questi anni (13 anni dall’ultimo concorso e 4 dalle ultime Siss) non si è provveduto ad abilitare, il buono e regolare funzionamento della scuola, si legge infatti nella nota: “ …dare risposta all’esigenza di regolarizzare la situazione di migliaia di persone che hanno permesso negli ultimi anni alle scuole statali e paritarie di funzionare nonostante l’assenza di abilitati”.

Sono gli stessi docenti che per la ex ministra Gelmini del governo precedente non si potevano neanche considerare dei veri precari della scuola.

Ma se l’attuale ministro riconosce il ruolo fondamentale dei docenti di terza fascia e il ministero nella nota di cui sopra resta preoccupato per la possibilità di dover soccombere di fronte ai ricorsi presentati contro il Miur. “… in probabili sentenze di condanna dell’amministrazione a dare attuazione al D. L.ivo 206/2007 … ”, alla fine ci si perde nelle considerazioni su i tirocini di formazione che questi docenti dovrebbero seguire.

Procediamo con ordine:

Nella nota del miur risulta che i docenti secondo quanto stabilito dalla norme europee e recepite con il decreto suddetto chi ha lavorato per almeno 36 mesi può accedere a dei corsi riservati diversi da quelli previsti con la preselezione di prove d’ingresso così come stabiliti nei decreti del precedente governo di cui la prima prova si terrà nel mese di luglio.

Ora, alla luce di questa normativa, non si trova alcun riscontro giuridico sul fatto che chi ha 36 mesi di servizio debba seguire un apposito corso di abilitazione.

La direttiva del consiglio Europeo 2005/36 e il D. L.ivo 206/2007 stabiliscono che sulla base dell’esperienza maturata nei tre anni di servizio i docenti, non necessitano di corsi di abilitazione. E’ così vera questa pratica di essere abilitati con l’esperienza lavorativa acquisita, che il Miur ha abilitato docenti stranieri provenienti da paesi come la Grecia, la Spagna, la Polonia la Bulgheria, ecc con provata esperienza professionale addirittura di dodici mesi nel propri Paese.

Quindi probabilmente deve intendersi come un refuso il fatto di aver riportato nella nota: “previo apposito percorso di abilitazione”.

Altra considerazione va poi posta su i trentasei mesi di servizio, cosa si intende?

A nostro avviso questo parametro dei tre anni deve intendersi con la durata dell’anno scolastico e con il sistema che il Ministero dell’Istruzione adotta per l’attribuzione del punteggio relativo ad un anno di servizio per i docenti non di ruolo e cioè viene considerato come anno scolastico intero se si è coperti almeno 180 giorni di servizio.

Altra anomalia che ancora perdura, è la situazione dei diplomati magistrale che insegnano nella scuola primaria (elementare per intenderci) ai quali non viene riconosciuto il valore abilitante del loro diploma, che invece è per legge definito “abilitante” e quindi non sussiste nemmeno la necessità dell’esperienza professionale.

In ultima analisi, sembra che da alcuni mesi si possa tornare a dialogare con i dirigenti del Miur e soprattutto con la parte politica del ministero, (Adida Associazione) docenti da abilitare, lo sta facendo da due anni, probabilmente anche i sindacati si stanno finalmente muovendo verso la stessa direzione, speriamo che si comprendano nel più breve tempo possibile queste sacrosante ragioni che sono state negate ai docenti di terza fascia e ai diplomati magistrali e che venga ristabilita la giustizia infranta da una politica che facendosi scudo con la meritocrazia ha dilaniato i più elementari diritti civili e morali della classe docente italiana.

Coordinamento provinciale Italia dei Valori di Viterbo


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