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Riceviamo e pubblichiamo – Dopo un iter burocratico durato più di tre anni, il “pacchetto latte” è finalmente una realtà. Un atto politico e normativo molto importante, non solo per il settore lattiero-caseario, ma per tutta l’agricoltura, perché introduce nella Pac un sostanziale cambiamento negli strumenti di intervento pubblico.
Il pacchetto latte, dal punto di vista giuridico, è un regolamento (Reg. UE 261/21012) che modifica il regolamento dell’OCM unica (Reg. Ce 1234/2007), in cui sono introdotte alcune misure specifiche per rafforzare la posizione dei produttori lattiero-caseari nella filiera.
Quattro i punti fondamentali previsti dal nuovo atto normativo: relazioni contrattuali con contratti scritti tra produttori di latte e trasformatori, possibilità di negoziare collettivamente le condizioni contrattuali attraverso le organizzazioni dei produttori (OP), norme specifiche per la costituzione e il funzionamento delle organizzazioni interprofessionali (OI), programmazione dell’offerta dei formaggi Dop e Igp.
Le nuove misure, che saranno riesaminate nel 2014 e nel 2018, dovrebbero rimanere in vigore fino al 2020 per dare ai produttori lattieri il tempo necessario per prepararsi all’abolizione delle quote e migliorare la loro organizzazione secondo una logica più orientata al mercato.
Il settore provinciale agricoltura di Viterbo ha organizzato per il 18 maggio alle 10 presso la sala riunioni in via maresciallo Mariano Romiti, 80 (terzo piano) una giornata informativa con l’intento di rendere noti i contenuti del “Pacchetto latte” e di presentare le prospettive e le opportunità del settore in vista della prossima conclusione del regime “quote latte”.
Sono invitati a partecipare associazioni di categoria, produttori locali ed allevatori, caseifici ed aziende di trasformazione del latte ed i rappresentanti degli ordini professionali.
Settore provinciale Agricoltura di Viterbo
