![]() L'imputato Giorgio De Vito |
![]() La lettura della sentenza |
![]() I parenti di Marcella |
![]() L'aula della Corte d'Assise traboccante |
– Ergastolo per l’omicidio di Marcella Rizzello (fotoracconto – video).
Significa carcere a vita. Ma Giorgio De Vito non lo sa.
Il 37enne napoletano condannato oggi pomeriggio dalla Corte d’Assise viterbese ha ascoltato l’intera lettura della sentenza con gli occhi al soffitto. Impenetrabile. Ma quando poi è uscito non ha retto alle lacrime. E alla fine ha chiesto al suo avvocato Enrico Valentini: “Ma quanto dura un ergastolo?”.
Una fila dietro di lui, i parenti di Marcella. Puntualmente schierati accanto ai loro avvocati. Come sempre, dall’inizio del processo. Ma oggi sono un lungo fascio di nervi tesi e scoperti. Hanno fiducia nei giudici, ma paura di restare delusi. Anche se da perdere, dopo Marcella, non hanno più nulla.
La madre è pallida. Il padre scuro. Il compagno resta immobile nella sua sedia.
Le voci del centinaio di persone presenti in aula si spengono tutte insieme quando i giudici entrano. Sono le 14,38. Quasi quaranta minuti dopo l’orario stabilito. Qualcuno lo prende come il segno di un disaccordo tra i membri della giuria. Un tentennamento che rende meno scontata del previsto la condanna all’ergastolo.
E invece il verdetto dei giudici è proprio quello: la pena più pesante possibile. Carcere a vita, 500mila euro di risarcimento immediato, interdizione perpetua dai pubblici uffici e revoca della patria potestà. Parole che fanno crollare sulla sedia la madre della vittima, Lucia Prastaro, che ha un piccolo mancamento. Parenti e avvocati la circondano come ad abbracciarla. Le comprano dell’acqua. La portano a prendere una boccata d’aria. “Ho il cuore che batte fortissimo – dirà poco dopo, con un filo di voce -, ma giustizia è stata fatta per Marcella e per la figlia. Va bene così…”. Per tutti le lacrime si fermano appena ai bordi degli occhi. Non scendono. L’emozione è nella soddisfazione pacata degli avvocati e nella voce dei parenti. “Siamo stati risarciti a metà – afferma d’un fiato il padre di Marcella -. Insieme a De Vito c’era qualcun altro. Sarò soddisfatto solo quando anche quel qualcuno sarà condannato”.
L’avvocato Enrico Valentini alza le spalle col sorriso amaro di chi ha fatto quello che poteva, ma non è bastato. “Che questa Corte era condannista lo sapevo già – dichiara il legale, col pensiero che corre al giallo di Gradoli, terminato con due ergastoli -. Aspetteremo le motivazioni della sentenza e faremo appello. Non mollo”.



