– Suor Maria Benedetta Frey (Roma 6.3.1836 – Viterbo 10.5.1913) non è particolare ed eccezionale soltanto per essere stata, come lei stessa si definisce, “la povera crocifissa” su un letto di malattia per oltre cinquanta anni, ma soprattutto per il modo spirituale con il quale ha vissuto, interpretato, pregato, offerto questa chiamata di Dio a uno stato di vita di malattia e di dolore.
Viene battezzata a Roma con il nome di Penelope nella Chiesa di Sant’Andrea delle Fratte. Entra nel monastero delle Cistercensi a Viterbo l’11 giugno 1856 come maestra di canto e organista, emette la professione religiosa il 2 luglio 1858.
Fin da ragazza un solido punto di riferimento è il papa. Nel novembre 1861 ha i primi sintomi di una paralisi che la costringerà a restare immobile per 52 anni. L’apostolato era diretto ai peccatori, ai miscredenti e alle famiglie in crisi e ai malati.
Da lei si recarono personaggi illustri come cardinali, principi, futuri santi, anche don Luigi Orione con il quale nascerà una profonda amicizia. Due anni dopo il 10 maggio 1913 poteva salire in cielo all’età di 77 anni. Il 10 dicembre 1927 il corpo della serva di Dio fu traslato dal cimitero alla monastero, in una cappellina con esposto il Bambinello Gesù a cui era molto devota e a tutti raccomandava.
Era ed è considerata la madrina dei sacerdoti e dei seminaristi: pregava e offriva se stessa per il recupero e la salvezza dei sacerdoti in difficoltà. Essa è attuale ed esemplare perché: ha saputo dare senso alla vita, alla sofferenza, al dolore, perché era innamorata fortemente Cristo e insegna che nonostante l’immobilità, è stata capace di creare un grande movimento: di preghiera, di carità e di relazioni, sempre di buon umore e sorridente; per la virtù della fortezza che ha esercitato, “contiene in sé una speciale chiamata al coraggio ed alla fortezza””; una persona che ha saputo trasformare i propri limiti e sofferenze in una fonte di guarigione per gli altri, con la grazia divina; non ha scelto l’eutanasia, ma ha preferito seguire la Croce.
Domani, 10 maggio, sono 99 anni da quando la Serva di Dio ha lasciato il suo monastero in via San Pietro lasciando una testimonianza indelebile piena di fede, speranza e carità. Si è in attesa delle riconoscimento eroico delle virtù.
Il postulatore che segue la causa è don Armando Aufiero dei Silenziosi Operai della Croce. Contattare le monache per conoscere la biografia curata dal vice postulatore don Gianluca Scrimieri. Per info scrimgia@libero.it- 3384618858.