![]() Il tribunale di Viterbo |
– Si è visto arrivare contro una bicicletta con a bordo un ragazzino di 13 anni. Ma era già troppo tardi per frenare. Il bimbo sbatté la testa contro il cassone del camion e morì tre giorni dopo. Il conducente finì a giudizio per omicidio colposo.
Succedeva a Blera, il 15 maggio 2008 in via Monte Romano, una strada di campagna nei pressi del campo sportivo.
Ieri, dopo quattro anni, la conclusione del processo a carico del camionista. Il giudice del tribunale di Viterbo Eugenio Turco lo ha condannato a sei mesi di reclusione con la condizionale e al pagamento di 6mila euro per la costituzione di parte civile dei genitori della vittima. L’assicurazione dovrà risarcire il danno in separata sede.
Più severa, anche se di poco, la pena chiesta dal pm Stefano D’Arma: 8 mesi di reclusione. La convinzione del magistrato è che il camionista non sia stato prudente. “Guidava in una strada di campagna, con visibilità ridotta per via della vegetazione e forti probabilità di trovare persone o ciclisti su strada – ha detto il pm durante la requisitoria -. La condotta di guida doveva essere diversa. Finalizzata a consentirgli di frenare per prevenire un eventuale pericolo che poi, infatti, c’è stato: il bambino si è immesso senza vedere se provenivano veicoli da una parte e dall’altra e si è ritrovato davanti il camion”.
Nessun’altra condotta di guida era, invece, possibile per la difesa, che ha chiesto l’assoluzione con formula piena. “Il conducente ha cercato di frenare – ha spiegato l’avvocato Alessandro Vettori -. ma tra il momento in cui si è accorto del bimbo e l’impatto è passato mezzo secondo. Un lasso di tempo troppo breve per riuscire a evitare l’inevitabile”.
