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L’idroelettrico sbarca nella Tuscia

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Paolo Equitani

Paolo Equitani

Dino Primieri

Dino Primieri

– L’idroelettrico arriva nella Tuscia.

Largo alle energie alternative. Dopo l’eolico e il fotovoltaico si fa strada l’ipotesi di centrali idroelettriche sul Tevere con ricadute su quattro Comuni della Tuscia: Orte, Graffignano, Bassano in Teverina e Bomarzo.

Il progetto, però, fa discutere perché comprometterebbe il lavoro portato avanti da cinque Province, Viterbo, Roma, Terni, Arezzo e Rieti, e che punta alla valorizzazione del Tevere.

Da qui le osservazioni avanzate da Palazzo Gentili per rivederlo. “Il piano potrebbe danneggiare il patrimonio provinciale – afferma l’assessore all’Ambiente Paolo Equitani -. In settimana sentirò i sindaci dei comuni interessati per capire la loro posizione. Ci sono delle condizioni che non vanno bene“.

L’assessore fa riferimento in particolare ai danni per il Tevere. “Si farebbero quattro dighe sul fiume, bloccando qualsiasi tipo di iniziativa mirata a rilanciare la navigabilità delle acque. Il piano implica l’impossibilità di migliorare gli spazi per rilanciare l’area”.

Senza dimenticare gli effetti negativi per il turismo e l’impatto ambientale. “Le diga, anche se piccola, per essere realizzata prevede l’allagamento di una zona e la riduzione delle sponde naturali. Un danno per l’ambiente”.

In settimana l’assessore verificherà la situazione e ne discuterà anche con i sindaci dei Comuni interessati. “Cercheremo una soluzione condivisa da portare avanti – dice Equitani -. L’impianto previsto deve essere idoneo a quel tipo di localizzazione per evitare condizionamenti che non permetteranno di usare le acque del fiume”.

Niente in contrario con l’idroelettrico, dunque. “Nessuno italiano o nessun uomo al mondo può essere contrario all’idroelettrico – conclude l’assessore provinciale -. Siamo solo contrari all’impatto ambientale troppo forte del progetto così come concepito e che nell’arco del tempo comporterebbe l’impercorribilità delle acque del Tevere. Ne parleremo comunque in giunta per dare delle indicazioni precise“.

Più tollerante Dino Primieri, sindaco di Orte, uno dei comuni coinvolti nel progetto. “Saranno costruite quattro centraline per produrre energia elettrica, sfruttando l’acqua dall’apertura della diga di Alviano. Energia che può provvedere, tra le altre cose, al fabbisogno delle società private locali“.

Il sindaco nonostante l’impatto ambientale non sembra comunque contrario. “Ogni opera realizzata in questo senso modifica certamente l’assetto del suolo. Alla fine però si tratta di energia pulita. Energia che serve e in qualche modo bisognerà rifornirsene”.

Anche le conseguenze sul Tevere non sembra preoccupare il primo cittadino. “Con queste quattro centraline si ripropone la stessa situazione che si ha con l’apertura della della diga di Corbara. D’altronde  abbiamo detto no al nucleare e no al carbone… da qualche parte dovremmo pur prenderla questa energia”.


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