- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

“Montalto? Un fidanzamento finito per stanchezza”

Condividi la notizia:

Ugo Sposetti

– “L’elettorato di Montalto era semplicemente stanco”.

Ma quali strategie, dietrologie o vendette. E’ solo abitudine. Questa brutta bestia che mette a rischio anche i rapporti più duraturi. Ed è quello che è capitato a Montalto di Castro per Ugo Sposetti.

La sconfitta del Pd è da attribuire a un elettorato che si era semplicemente stancato di veder governare sempre le solite facce. Fuori il vecchio e dentro il nuovo dunque.

Come commenta il risultato elettorale a Montalto?
“Beh intanto direi che le elezioni in provincia di Viterbo sono andate bene per il centrosinistra. In tutti i Comuni abbiamo prevalso e in più c’è la bellissima vittoria di Giovagnoli a Ronciglione e soprattutto quella di Mazzola a Tarquinia. Un successo al primo turno che non era per niente scontato. I cittadini di Tarquinia hanno premiato il buon governo”.

E poi la nota dolente di Montalto Di Castro che dopo anni di amministrazione di centrosinistra passa al centrodestra…
“In questo caso va fatta una riflessione con serenità guardando a entrambe le realtà di Montalto e Pescia.

Penso tutto dipenda dalla stanchezza dell’elettorato nei confronti di chi governava quella cittadina ininterrottamente da anni. Forse c’è stato un distacco. In questi anni, ho cercato di  far comprendere i ritardi e le incomprensioni tra l’amministrazione e la città, ma l’operazione non è riuscita”.

Cosa intende con ritardi e incomprensioni?
“Mi riferisco proprio alla stanchezza dell’elettorato nei confronti di chi governa da molti anni e anche all’eccessivo arroccamento nella gestione del potere”.

Ma se si tratta di buona gestione che senso ha cambiare?
“Esistono infatti delle contraddizioni nel voto del 7 maggio. Il governo della città ha offerto servizi sociali e culturali, ma il comportamento elettorale non è stato conseguente a questo. Qualcosa è successo nel rapporto tra il palazzo comunale e la città. Fa parte della democrazia. Invece di protestare con movimenti che nascono e scompaiono nel giro di pochi tempi, i cittadini hanno scelto di alternare”.

Come ha inciso la scelta del candidato?
“Avevamo cercato un candidato che segnasse una forte discontinuità. La Peruzzi era una discontinuità enorme”.

Questo non è stato un rischio?
“No, no no – ripete il deputato -. Era assolutamente necessario. Bisognava ripartire dalla discontinuità”.

Ma discontinuità per chiudere l’esperienza degli anni precedenti?
“No, non chiudere. Parlo di una discontinuità nella continuità – precisa -. Anche perché alcuni di quelli che amministravano precedentemente sono stati rieletti. Era una svolta necessaria perché quando qualcosa non funziona si deve dare una risposta forte al popolo. Noi lo abbiamo fatto scegliendo una donna di grande qualità e apprezzata in città. Un’operazione che, forse, doveva essere preparata meglio e prima”.

Tornando sulla discontinuità, intende dire che la gestione Carai aveva qualche problema?
“No assolutamente. Ho detto che è una delle amministrazioni che ha realizzato di più. La stanchezza del popolo non dipende solo da una cattiva gestione. Si tratta anche di rapporti personali. A lei non è mai capitato di stancarsi del suo fidanzato? Le è capitato no?”, incalza ironicamente.

Da cosa è dipesa la sconfitta secondo lei?
“Le alleanze. Non si è lavorato per esempio per allargare la maggioranza – dice -. E’ stato un errore non portare i socialisti in lista”.

Sì ma Paola Peruzzi aveva alle spalle Carai, sindaco uscente con due mandati appena conclusi, eppure qualcosa è andato storto…
“Ehh – esita il tesoriere -. Adesso si ricomincia da lì… Da Paola Peruzzi e dal gruppo di giovani che si è formato nella sezione del Pd e che faceva parte di questa bella lista. Anche a Soriano nel Cimino e Canino è capitato che le due amministrazioni, pur avendo fatto bene, non sono state confermate”.

Quali saranno le prossime mosse del Pd in provincia?
“Ah questo non lo deve chiedere a me – glissa Sposetti -. Lo deve chiedere al Pd, il partito non lo dirigo io”.

E a livello nazionale?
“Il Partito democratico è l’unico che esce rafforzato in tutto il territorio – conclude -. Riconquisteremo sia al Nord che al Sud molti comuni con il ballottaggio. Il risultato delle amministrazioni conquistate e di quelle che ci danno favoriti al secondo turno è sotto gli occhi di tutti”.

Come giudica, invece, la situazione del Pdl?
“Il partito si è sfaldato – afferma il tesoriere -. Sia dal punto di vista politico che delle alleanze. E’ una cosa finita che non ha più quella forza o quell’appeal degli anni passati”.

E l’exploit di Grillo?
“Il fenomeno della protesta c’è – conclude -. Quando l’antipolitica si fa politica vuol dire che si entra in una nuova fase. Se protesto nelle piazze e poi mi candido divento automaticamente partito. Divento politica”.

Paola Pierdomenico


Condividi la notizia: