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Monti? Un Robin Hood al contrario

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Claudio Fava

Umberto Cinalli con Claudio Fava

Cinalli, Fava e Capaldi

Claudio Fava con Antonio Capaldi

Claudio Fava

– Monti, una sorta di Robin Hood, solo che funziona al contrario. Toglie ai poveri per dare ai ricchi (fotocronaca).

A Viterbo arriva Claudio Fava del coordinamento nazionale Sel e il quadro che esce dell’attuale esecutivo è impietoso.

Un governo tecnico che di tecnico non ha niente.

“Finge di esserlo – spiega Fava – ma ha un profilo politico, per le scelte prese e quelle non prese. In una paese che soffre, la cui disuguaglianza è la più marcata in Europa”.

Alla sala conferenze della Provincia si discute di un’altra manovra possibile e di un’Italia più credibile. Al tavolo con Fava anche Antonio Capaldi e il responsabile provinciale del partito Umberto Cinalli. In sala si vedono il consigliere Innocenzi e il suo precedessore Mezzetti, ma anche la segretaria provinciale Cgil Perinelli.

“Da Monti ci aspettavamo discontinuità – spiega Fava – ci sono 150 miliardi trasferiti in Svizzera. Altri paesi come l’Austria, la Germania o la Francia hanno stipulato patti per sottoporre a tassazione quei soldi. Perché Monti non lo ha fatto?

Come mai la sua grande battaglia invece l’ha fatta sulla cancellazione dell’articolo 18?”.

Una strada molto difficile, quella imboccata dal tecnico Monti. “Dalla crisi non si esce solo tagliando, si deve investire in qualità della vita, non lasciando sacche di diseguaglianza e impunità resistenti”.

Altro che equità. “Con questa parola Monti ci si riempie la bocca – incalza Antonio Capaldi – è umano togliere ai poveri per dare ai ricchi? E’ in atto un attacco a pensionati e lavoratori e con l’equità ci si riempie la bocca”.

Quindi la perdita in credibilità della politica. “Non siamo tutti uguali – continua Capaldi – se passa quest’idea, che i partiti non servono, abbiamo perso la battaglia per la democrazia”.

Al Partito democratico, che sostiene il governo Monti, un messaggio preciso. “Dovrà dirci cosa effettivamente dobbiamo fare rispetto a questioni importanti”.

Anche a Viterbo. “Abbiamo dimostrato pure in questa tornata elettorale di viaggiare in completa autonomia – sottolinea Capaldi. Dove possibile ci alleiamo, ma in realtà come Tarquinia siamo andati da soli.

Non siamo prigionieri di accordi politici precostituiti. Non siamo disposti a svendere niente del nostro patrimonio e della nostra storia”.

Giuseppe Ferlicca


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