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Riceviamo e pubblichiamo – Il tema del governo della gestione dell’acqua è una delle questioni che, per le caratteristiche e per le profonde implicazioni di carattere simbolico e culturale che porta con sé, risulta fondamentale per ogni comunità.
Nella nostra esperienza di amministratori pubblici e di persone impegnate nella diffusione delle buone pratiche di sostenibilità ambientale e sociale abbiamo constatato come sulla decisiva questione della gestione delle risorse idriche le donne e gli uomini di questo nostro Paese siano molto attenti, sensibili e attivi.
Il nostro Comune, Oriolo Romano, è un paese di circa quattromila abitanti al confine con la provincia di Roma e che, pur essendo in provincia di Viterbo, è inserito all’interno dell’ambito territoriale ATO2.
Il Comune di Oriolo, insieme agli altri comuni e alla Provincia di Roma, ha sottoscritto nel 1997 la convenzione di cooperazione per l’organizzazione del servizio idrico integrato, individuando, in seguito, il gestore nella allora azienda speciale del comune di Roma Acea, che grazie alla sua qualità di società a prevalente capitale pubblico ottiene l’affidamento diretto del servizio idrico integrato.
E’ con questo approccio che il nostro comune ha consegnato il sevizio idrico integrato ad Acea Ato2, proprio per questa sua caratteristica di azienda sottoposta a controllo del pubblico.
In conseguenza di ciò abbiamo condiviso modalità di promozione e valorizzazione del bene comune acqua, anche attraverso nuove pratiche e nuovi e simbolici luoghi di relazioni della comunità (la Case dell’acqua, la campagna “caraffa nelle mense”), con conseguenti modifiche ai nostri stili di vita e con un rinnovato orgoglio di un abitare consapevole e partecipato.
L’acqua è uno straordinario elemento simbolico e identitario. La sua corretta gestione crea comunità, abbatte barriere culturali, garantisce la coesione sociale. Come responsabili del governo di prossimità, siamo chiamati a riaprire la discussione e il confronto su un nuovo modello di pubblico, basato sulla condivisione, sul controllo democratico e sulla partecipazione diretta dei lavoratori, dei cittadini e delle comunità locali.
Per tutti questi motivi, richiamando l’articolo 75 della nostra Carta costituzionale e considerando la volontà del popolo italiano espressasi attraverso il referendum di giugno, ti invitiamo a riconsiderare la scelta di vendere il 21% delle quote azionarie del capitale di Acea.
Te lo chiediamo per non restringere ancora di più lo spazio della decisione pubblica e del controllo delle comunità su un bene strategico, soprattutto in un momento di grave crisi economica e sociale come quello che stiamo attraversando.
Nella speranza che la nostra lettera possa suscitare elementi di riflessione e aprire un confronto sul governo dei beni pubblici, ti porgiamo i nostri più cordiali saluti.
Graziella Lombi
Sindaco di Oriolo Romano
