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– Nuovo interrogatorio fiume per Giuseppe Aloisio.
L’ex direttore generale della Asl di Viterbo, indagato nell’inchiesta sull’azienda sanitaria locale, è tornato in Procura ieri pomeriggio (fotocronaca).
I magistrati Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci lo attendevano per la seconda parte del suo interrogatorio, iniziato intorno alle 15 e durato fino alle 19,40. Oltre quattro ore che, sommate alle sei del primo incontro coi pm del 7 aprile, fanno più di dieci ore di interrogatorio, servite ad Aloisio per chiarire la sua posizione.
Sui contenuti del colloquio, i legali non si sbilanciano. Di certo c’è solo che l’ex dg ha parlato dell’unico filone di inchiesta non approfondito allo scorso interrogatorio: la gara d’appalto per selezionare il contraente privato che, per cinque anni, avrebbe gestito il front-office della Asl (punti informativi, sportelli polifunzionali e centralino).
Gara che per i pm fu truccata. Con un bando che la Procura ritiene studiato a tavolino, per far sì che l’appalto andasse alla Telbios Spa, società partecipata della Telecom e il cui personale era selezionato dall’interinale Ali. Da qui, l'”indebito vantaggio” che ne avrebbe tratto il suo responsabile Gianluca Parroccini, anche lui indagato e che avrebbe ricambiato il favore assumendo dipendenti graditi all’ex direttore generale.
Tre i reati contestati ad Aloisio nell’ambito di questo filone: turbativa d’asta, corruzione e concussione. Addebiti che l’ex numero uno della Asl ha cercato di respingere tanto ieri quanto un mese fa, rendendosi disponibile a un confronto con i pm.
Ora, gli resta solo la “partita” al tribunale del Riesame, che il 16 maggio deciderà sulle quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere rigettate dal gip, ma sulle quali la Procura insiste, per lui, il suo consulente Mauro Paoloni e gli imprenditore Roberto Angelucci e Gianluca Parroccini.
Poi il rinvio a giudizio che i magistrati sicuramente chiederanno, come annunciò a febbraio il procuratore capo Alberto Pazienti. A meno che gli interrogatori delle ultime settimane – quello di Paoloni, oltre alle due tranche di Aloisio – non abbiano fatto loro cambiare idea.



