![]() Il pm Renzo Petroselli |
![]() L'imputato Giorgio De Vito |
![]() Marcella Rizzello |
– Omicidio Rizzello, chiesto l’ergastolo per De Vito.
Carcere a vita, isolamento diurno per un anno e interdizione perpetua dai pubblici uffici.
E’ quanto richiesto dal pm Renzo Petreoselli per Giorgio De Vito, imputato al processo per l’omicidio di Marcella Rizzello, uccisa a coltellate il 3 febbraio 2010.
L’intero quadro accusatorio è stato esposto stamattina dal pm in due ore di requisitoria.
Per l’accusa non c’è alcun dubbio che il 37enne napoletano sia il responsabile dell’omicidio. Lo dice il dna dell’imputato trovato sulla scena del delitto – la casa della vittima -, così come l’impronta della mano di De Vito sulla porta di una stanza della villetta.
Ma c’è anche la macchina fotografica di Marcella, rubata e poi trovata ad Aprilia, in casa della madre di De Vito. E, infine, la sua “naturale inclinazione al furto”, degenerato, in questo caso, in rapina e omicidio.
“Quel ladro che è De Vito – ha affermato il pm in udienza – si è trasformato in rapinatore e assassino”. Una progressione resa possibile, per l’accusa, dal fatto che l’imputato è “violento, instabile, dispotico e cattivo e ha ucciso la vittima seviziandola con trenta coltellate davanti alla figlia, con l’aggravante della crudeltà”. Un crimine che per la pubblica accusa merita l’ergastolo.
Il processo andrà avanti nel pomeriggio con le arringhe dei legali di parte civile.


