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Omicidio Rizzello, è il momento dell’accusa

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L'imputato Giorgio De Vito

L'imputato Giorgio De Vito

Il pm Renzo Petroselli

Il pm Renzo Petroselli

Le parti civili

Le parti civili

L'avvocato di De Vito Enrico Valentini

L'avvocato di De Vito Enrico Valentini

Marcella Rizzello

La vittima Marcella Rizzello

Omicidio Rizzello, processo al rush finale.

Si avvia alla conclusione il processo per l’omicidio della 30enne di Civita Castellana Marcella Rizzello.

Questa mattina, davanti alla Corte d’ Assise di Viterbo, il pm Renzo Petroselli pronuncerà la sua requisitoria contro l’imputato Giorgio De Vito. Dopo di lui, prenderanno la parola i legali di parte civile, per le arringhe finali.

Il 37enne napoletano è accusato di aver ucciso Marcella con trenta coltellate il 3 febbraio 2010, in casa e davanti alla figlioletta di 13 mesi.

Un tentativo di rapina degenerato in delitto efferato cui, per la Procura, partecipò anche Mariola Henrycka Michta, 34enne polacca all’epoca sentimentalmente legata a De Vito. Lei confessa di averlo seguito nella villetta, ma dopo una condanna in primo grado a diciott’anni, la Corte d’Assise d’appello di Roma la assolve. La documentazione sanitaria recuperata dai legali di parte civile la chiama fuori dalla scena del delitto: il giorno dell’omicidio la Michta è in ospedale per una visita medica. Alibi servito su un piatto d’argento che lei, inspiegabilmente, non usa e resta in carcere per due anni per poi uscire il mese scorso, dopo la sentenza.

Nel frattempo, il processo per De Vito continua. Dal 17 giugno 2011, data di apertura del dibattimento, decine e decine di testimoni sfilano davanti ai giudici, tra parenti, conoscenti, carabinieri e vicini di casa della vittima.

Sottoposto a perizia psichiatrica, De Vito risulta in grado di intendere e di volere. A giudici, pm e avvocati che lo interrogano in aula, dice di essere vittima di un complotto e di non aver mai messo piede in casa Rizzello.

Più volte cerca l’attacco frontale con la pubblica accusa. Insulta il pm chiamandolo “bugiardo” e insinuando suoi legami con la camorra. Il sostituto procuratore non raccoglie. La sua risposta arriverà stamattina quando, dopo aver illustrato alla Corte gli elementi a carico di De Vito, il pm potrà passare alla richiesta di pena.

L’imputato rischia l’ergastolo.


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