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Ortopedia l’ultimo sfacelo della sanità

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Luisa Ciambella (Pd)

Luisa Ciambella (Pd)

(g.f.) – Ortopedia a Belcolle è solo un esempio fra tanti dello sfacelo in cui versa la sanità nella Tuscia.

Dopo l’interrogazione del consigliere regionale Pd Franco Dalia alla governatrice Polverini, interviene la sua collega in consiglio comunale Luisa Ciambella.

La politica regionale per la sanità a Viterbo – dice la consigliera – avrebbe dovuto far chiudere le strutture periferiche, potenziando quella centrale. Lo abbiamo visto in cosa si è concretizzato.

A Ortopedia c’è solo il primario e il prossimo anno va in pensione, quindi due medici legati all’azienda da collaborazioni a partita Iva e una dottoressa che non può operare o lavorare la notte per ragioni di salute”.

Siamo al collasso. “Accolgo con piacere – continua Luisa Ciambella – come dopo che i buoi sono usciti dalla stalla, anche Marini e il centrodestra si rendano conto della situazione, mentre finora avevano minimizzato sempre.

Siamo l’ultima provincia dell’impero. A Roma chiedono deroghe per sostituire medici e infermieri e qualcosa ottengono. Noi nulla”.

Va fatto qualcosa e subito. “Occorrono risposte serie, ci ridiano subito il maltolto e la smettano di trattarci come cittadini di serie c.

La situazione è insostenibile se è vero che anche un consigliere a Roma è venuto a conoscenza di quanto accade a Ortopedia. Lo ringrazio e mi auguro che riesca a fare un intervento efficace sulla Polverini ridandoci i medici o attuando la soluzione da lui proposta, l’accorpamento di unità operative semplici esistenti”.

Il malato è grave e non si guarisce con un’aspirina. “I problemi a Belcolle – conclude Luisa Ciambella – riguardano anche altri reparti.

La presidente Polverini non può rispondere con la politica dei camper e della propaganda. Tutti gli amministratori locali pretendano da Roma il sacrosanto diritto alla salute. Senza eccezioni, perché siamo tutti dalla stessa parte, seppure con responsabilità diverse”.


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